Illegittimità costituzionale degli artt. 2, commi 1 e 2, e 4 della legge della Regione Piemonte 7 maggio 2013, n. 9 (Bilancio di previsione per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2013-2015), in combinato disposto con l’Allegato A della medesima legge regionale nella parte in cui non consentono di attribuire adeguate risorse per l’esercizio delle funzioni conferite dalla legge della Regione Piemonte 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali) e dalle altre leggi regionali che ad essa si richiamano; illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge della Regione Piemonte 6 agosto 2013, n. 16 (Assestamento al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 e al bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2013/2015), in combinato disposto con l’Allegato A della medesima legge regionale nella parte in cui non consentono di attribuire adeguate risorse per l’esercizio delle funzioni conferite dalla legge reg. Piemonte n. 34 del 1998 e dalle altre leggi regionali che ad essa si richiamano.
Pubblichiamo in allegato un recente studio di Nens, dal titolo "Una revisione dell?imposizione immobiliare. Un sistema razionale di finanziamento della finanza locale più equo ed efficiente", che costruisce una proposta capace di ridurre, semplificare e razionalizzare la tassazione degli immobili, recuperando efficienza ed equità del prelievo.
Pubblichiamo l'intervista a Cesare Cava, esperto di finanza locale, su Il Tirreno di giovedì 10 settembre, sulla proposta del Governo Renzi di taglio dell’Imu e della Tasi sull’abitazione principale.
In caso di procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’articolo 243-bis del cosiddetto Testo unico enti locali, le disposizioni di cui agli articoli 193 (Salvaguardia degli equilibri di bilancio) e 194 (Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio) del medesimo testo normativo ipotizzano un “percorso-tipo”, prodromico al ricorso alla procedura ex articolo 243-bis, fondato su un passaggio “pattizio” (articolo 194, comma 2) ovvero su una articolazione per gradi, in cui all’adozione di una serie di provvedimenti (ex articolo 193) possa seguire l’iniziativa ex articolo 243-bis, ove le prime misure si siano dimostrate insufficienti. Tale indicazione, tuttavia, non disegna un percorso vincolante; dunque il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale non è illegittimo laddove non preceduto da tali “passaggi” che non possono - quindi - ritenersi condizionanti la legittimità della procedura. Questo è quanto ha stabilito la quarta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 26 agosto 2015, n. 4008.
Il Ministero dell'Interno, nel mese di agosto, ha varato i provvedimenti attuativi del Dl enti locali fissando le regole operative, modalità e tempi, con cui gli enti possono accedere alle risorse stanziate. Un secondo decreto, emanato il 18 agosto 2015, riguarda la distribuzione del contributo di 80 milioni di euro (per il 2015) finalizzato a sopperire alle specifiche straordinarie esigenze finanziarie della Città Metropolitana di Milano (a cui sono riservati 50 milioni) e delle Province in vista del conseguimento dell'equilibrio di parte corrente.
La Ragioneria Generale dello Stato pubblica il prospetto che gli enti che hanno beneficiato dell’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per calamità naturali di cui all’articolo 31, comma 7, della legge n. 183/2011 sono tenuti a inviare alla Protezione Civile entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento (articolo 31, comma 8, legge n. 183/2011). Mediante il prospetto, l’ente interessato, oltre a indicare le spese escluse dal patto di stabilità interno, ripartite nella parte corrente e nella parte capitale, deve indicare anche le relative risorse attribuite dallo Stato per permettere alla Protezione Civile di verificare la loro corrispondenza. Si segnala che la comunicazione delle predette informazioni costituisce un obbligo a carico dell’ente beneficiario. Pertanto, l’omessa o ritardata comunicazione del predetto prospetto, oltre a rappresentare una violazione ad una disposizione di legge, impedisce il perfezionamento dell'iter che consente allo stesso ente beneficiario di effettuare tali esclusioni.
Circolare della RGS che dà indicazioni e chiarimenti in merito al calcolo dell’indicatore di tempestività dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 8, comma 3-bis, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.
La Consulta ha bocciato per illegittimità costituzionale la legge di bilancio di previsione per il 2013 della Regione Piemonte e la legge di bilancio pluriennale 2013-2015, per aver decurtato senza motivazioni le dotazioni finanziarie a favore delle Province. Secondo la sentenza n. 188/15, le norme impugnate violano il principio di buon andamento fissato dall'articolo 97 della Costituzione, che discende dall'articolo 3 della Carta che fissa il rispetto del principio di ragionevolezza. La decurtazione ben oltre il 50% delle risorse sarebbe avvenuta a invarianza delle funzioni assegnate alle Province e senza previsioni di riorganizzazione. Inoltre, l'entità della riduzione incide anche sull'autonomia delle Province ricorrenti e quindi contrasta con l'articolo 119 della Costituzione nella misura in cui non consente di finanziare le funzioni a loro attribuite
Il quadro di sintesi rappresentato nell’indagine svolta dalla Sezione delle autonomie della Corte dei conti si avvale, oltreché della banca dati SIQUEL della Corte dei conti, anche dei dati raccolti dalle Sezioni regionali di controllo, nell’ambito della verifica del rispetto degli equilibri di bilancio degli enti proprietari e della valutazione dei piani operativi di razionalizzazione delle partecipate previsti dalla legge di stabilità 2015. In allegato la Relazione e il comunicato stampa della CdC .
La Corte dei conti chiede a Palazzo Chigi di valutare se è il caso di sciogliere il consiglio regionale dell'Abruzzo. A muovere i magistrati contabili nella delibera n. 191/2015 della sezione regionale di controllo è una serie di inadempimenti contestati alla Regione, dai mancati assestamenti di bilancio nel 2013, 2014 e 2015 all'assenza del rendiconto 2014 e del riaccertamento dei residui.
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