La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, co. 25, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 23 luglio 2009, n. 12 (Assestamento del bilancio 2009 e del bilancio pluriennale per gli anni 2009 – 2011 ai sensi dell’articolo 34 della legge regionale n. 21/2007), nella parte in cui inserendo l’art. 16-ter nella legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo)
La nota ha lo scopo di chiarire la metodologia utilizzata per la determinazione dei trasferimenti erariali e di altre assegnazioni spettanti agli enti locali per l'anno 2010 che saranno erogati durante l’esercizio stesso, secondo le modalità di cui al D.M. 21 febbraio 2002 ,anche al fine di facilitare la predisposizione del bilancio di previsione e la gestione dei flussi finanziari. Esse hanno ad oggetto esclusivamente i contributi di vasta portata ed a carattere generale; per altre assegnazioni specifiche e qui non commentate saranno forniti, ove necessario, ulteriori elementi di chiarimento. Preliminarmente si evidenzia che, per alcune tipologie di trasferimenti, le assegnazioni o le decurtazioni possono essere definite solo in corso d’anno, in quanto dipendenti da certificazioni che gli enti locali inviano con scadenze infrannuali o da dati ed informazioni provenienti da altre amministrazioni pubbliche.
Dichiarazione del presidente di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, in merito all'accordo tra Governo, Anci e Upi che alleghiamo. "La lotta dei sindaci non è affatto finita. L'intesa è stata fatta su promesse. Ma la manovra viene portata in Parlamento con una blindatura inaccettabile. E poi i tagli sulle regioni ricadranno per almeno metà sui comuni, come tutti hanno chiaro".
“Il presidente Berlusconi si mostra inadeguato ai doveri di governo. Il governo fa precipitare un conflitto istituzionale in una crisi istituzionale e nello scatenarsi di un conflitto mai visto. Berlusconi non può negarsi al confronto con istituzioni rappresentative che la Costituzione mette su un piano di parità col governo, mentre minaccia il voto di fiducia e chiude la discussione del Parlamento. Sarebbe un atto d’arroganza d’inaudita gravità. Chiediamo un ripensamento e la disponibilità al dialogo e alla correzione degli aspetti inaccettabili e incostituzionali della manovra”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie alla notizia di un possibile rifiuto da parte del governo ad incontrare le regioni e gli enti locali.
Dossier a cura del Servizio Bilancio del Senato
Manovra, Papi: “Irricevibile, è preciso disegno politico che vede la progressiva diminuzione di un ruolo dello Stato a vantaggio del mercato”
“Questa, così com’è, non è una manovra anti-crisi, ma una bomba atomica lanciata sui comuni italiani e dunque sui cittadini, sulle famiglie e le imprese. Non possiamo accettare supinamente una manovra che si abbatte come una mannaia sullo stato sociale del nostro Paese, che metterebbe in ginocchio le Regioni, i comuni e di conseguenza i cittadini, che avrebbero più tasse per meno servizi”.
“La nostra protesta rappresenta quella dei cittadini: quella che già si sta manifestando e quella che incombe, per il prossimo autunno. Noi non siamo una ‘casta’, non abbiamo da difendere un ceto politico. Noi qui difendiamo il compito che ci assegna la Costituzione e le possibilità di rispondere a bisogni essenziali delle nostre comunità”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie, è intervenuto questa mattina alla manifestazione di Roma degli amministratori locali contro la manovra del governo.
Il giorno 24 giugno le sezione riunite della Corte dei Conti hanno pronunciato la decisione nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato esercizio finanziario 2009
"Legautonomie proporrà alle regioni e ad altri soggetti portatori di diritti lesi dalla manovra di fare ricorsi alla Corte Costituzionale. La protesta giustificatissima e condivisibile del presidente Formigoni deve tradursi in atti coerenti. Nei mesi scorsi la nostra iniziativa ha già aperto questo versante obbligato. E lo stesso deve valere anche per la Carta delle Autonomie".
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