L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la manovra economica da 24 miliardi di euro per il 2011-2012. Il testo, su cui il governo aveva incassato la fiducia, è passato a Montecitorio con 321 voti favorevoli, 270 voti contrari e 4 astenuti.
La Conferenza delle regioni e delle province autonome, riunitasi questa mattina, ha deciso all’unanimità di accantonare la decisione della riconsegna delle deleghe. I presidenti delle Regioni hanno sottoscritto un documento nel quale si dicono "fiduciosi che il percorso delineato di confronto con il governo abbia un esito pienamente positivo". Nel documento vengono confermate tutte le posizioni espresse in queste settimane sulla manovra, che rimane “insostenibile per le ricadute sui bilanci regionali”. Nessun passo indietro delle Regioni assicura il presidente della Conferenza, Vasco Errani: "Abbiamo trovato una sintesi – spiega – nessuno di noi vuole politicamente riconsegnare le deleghe. Vogliamo la piena applicazione del federalismo fiscale e la piena corrispondenza tra le deleghe trasferite e le risorse”.
Il presidente di Legautonomie Emilia Romagna, Enrico Campedelli, e il presidente regionale Anci Emilia Romagna, Daniele Manca, hanno duramente criticato il documento sottoscritto tra il Governo, l’Anci e l’Upi lo scorso 9 luglio. Secondo Legautonomie e Anci Emilia Romagna, esiste un forte rischio che quel documento “sia usato dal Governo per spezzare il fronte delle autonomie locali”, ha detto Daniele Manca, che ha aggiunto: “guai a legittimare l’idea che i Comuni italiani abbiano espresso condivisione sulla manovra finanziaria”.
Continua la protesta dei sindaci e dei governatori contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria del Governo. Dopo la Sardegna, che ha protestato il 30 giugno scorso contro i tagli alla sanità, e i sindaci della valle del Misa che si sono riuniti per lanciare un grido d’allarme contro una manovra che nelle Marche taglierebbe fondi ai comuni per oltre 400 milioni di euro in tre anni, lunedì è stata la volta dei comuni del Piemonte e di Reggio Emilia, mentre ieri i sindaci toscani hanno organizzato con Legautonomie Toscana e Uncem Toscana un incontro con il Prefetto di Firenze, in qualità di rappresentanti territoriali del governo, per esprimere il disagio di un territorio che si vede penalizzato dalla manovra finanziaria e contro la scelta di comprimere il dibattito col voto di fiducia.
«La fiscalizzazione dell’entrate va bene, ma non sposta i termini del problema: con questa manovra economica rischiamo il paradosso di dover chiedere soldi ai cittadini continuando a tagliare i servizi». A poche ore di distanza dall’approvazione al Senato della Manovra finanziaria, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie riprende i contenuti dell’intesa fra Anci e Governo per mitigare l’impatto della manovra economica.
“Il Governo ci ha lasciato in Mutande”. Un messaggio chiaro e preciso quello degli otto sindaci di Valdisieve e Valdarno e dal Presidente della Comunità Montana ‘Montagna Fiorentina’: la manovra finanziaria recentemente approvata renderà difficile fornire servizi essenziali ai cittadini. I sindaci Alessandro Manni di San Godenzo, Aleandro Murras di Londa, Mauro Pinzani di Rufina, Renzo Zucchini di Pelago, Marco Mairaghi di Pontassieve, Sergio Benedetti di Reggello, Gianna Magherini Rignano sull’Arno, Fabrizio Giovannoni di Incisa, il Presidente della Comunità Montana ‘Montagna Fiorentina’ Tiziano Lanzini, e con loro il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani, hanno deciso di manifestare in modo così eclatante “perché i loro enti ed i loro cittadini stanno veramente rimanendo in mutande”. In allegato pubblichiamo il comunicato stampa dei sindaci.
Sezione delle Autonomie - Delibera n. 15/2010/AUT/INPR: Linee guida e criteri cui devono attenersi, ai sensi dell'art.1, co.167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell'esercizio 2009 e questionari allegati
Con circolare, la Direzione centrale perla finanza locale ha dettato istruzioni per i nuovi parametri di deficitarietà strutturale di cui al decreto ministeriale 24 settembre 2009. Per meglio delimitare l’ambito del parametro relativo alla consistenza dei debiti fuori bilancio (parametro n. 8 di comuni e n. 5 per province e comunità montane), fornisce ulteriori chiarimenti, oltre a quanto già precisato in proposito nella circolare n. 4 del 3 marzo 2010. Il parametro si considera negativo ove la soglia venga superata in tutti gli ultimi tre anni, nel senso che essa deve essere superiore all’1 per cento dei valori di accertamento delle entrate correnti dell’anno di riferimento del rendiconto e nei due anni precedenti. In altri termini, il valore dei debiti fuori bilancio di ognuno degli ultimi anni va rapportato al valore degli accertamenti delle entrate correnti del corrsipondente anno. Quanto al valore dei debiti fuori bilancio da considerare, esso è quello dei debiti riconosciuti come da metodologia per l’applicazione dei parametri approvata in sede di Conferenza Stato, città ed autonomia locale e che fa riferimento, ai fini della quantificazione, al quadro contabile n. 10 del certificato per comuni e province e al quadro contabile n. 9 per le comunità montane.
L'analisi sulle tendenze di bilancio di regioni, province e comuni tra patto di stabilità, federalismo fiscale e manovra finanziaria.
Criteri di ripartizione delle risorse finanziarie destinate al rimborso ai comuni dei minori introiti connessi all’addizionale Irpef
Pagina 12 di 79