Non si trovano i soldi. Il Consiglio dei ministri rinvia a martedì prossimo il varo del decreto per cancellare la seconda rata dell'Imu sulla prima casa. Lo slittamento e' dovuto al nodo relativo alla cancellazione della seconda rata anche sui terreni agricoli, per lo stop della quale mancano 400 milioni, e il Cdm si aggiornera' a martedi' prossimo per trovare la soluzione. Il rapporto in bilico tra Comuni e Governo potrebbe essere sintetizzato così, dal vero nodo sul quale gli enti si giocano, oltre il rischio di una crisi di nervi, il rapporto con i cittadini: quello della tassa sugli immobili. Imu, Tares, Trise, Tasi, Tari, Tuc, al di la' del cambio di sigle continuo (e del fondo compensativo che per i Comuni dovra' essere di 2 miliardi e mezzo e non di uno), case e servizi dovranno essere pagati. Prosegue serrata la discussione degli emendamenti in commissione bilancio del Senato, l'intenzione del governo è chiudere la partita prima di mercoledì, quando si voterà la decadenza di Berlusconi, e oggi il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e per il Coordinamento dell'attività di Governo, Dario Franceschini ha fatto sapere che il Governo porrà la Fiducia: "Rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando - ha detto Franceschini - La fiducia è peró necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare".
Dal primo gennaio non ci sarà più l'Imu. La temuta "Imposta municipale propria", nonostante il governo non abbia ancora indicato le risorse finanziarie per coprirne il pagamento della seconda rata, è ormai acqua passata e sarà sostituita dalla Service tax. La nuova tassa sui servizi, che rimpiazzerà anche la Tares, è ancora tutta da scrivere, ma stando ai piani di Palazzo Chigi sarà federalista, ovvero saranno i Comuni a decidere come e quanto si pagherà. La Service tax avrà due componenti: la prima, denominata 'Tari', servirà a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (la vecchia Tares appunto), mentre la seconda si chiamerà "Tasi" e andrà a finanziare i cosiddetti 'servizi indivisibili', (come ad esempio l'arredo urbano e la manutenzione dei giardini pubblici e l'illuminazione). Quest'ultima sarà a carico sia del proprietario dell'immobile (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore) che degli inquilini(in quanto fruitore dei beni e servizi locali). La nuova imposta cioè introdurrà il principio che ha pagare non sarà più soltanto chi possiede il patrimonio ma anche chi per quello stabile paga già un affitto. L'Unione inquilini parla già di "conseguenze catastrofiche per 3 milioni di affittuari" e per le giunte comunali, che dovranno gestire la tassa, si preannunciano tempi duri, anche in considerazione del fatto che il governo, nonostante i tagli riservati alle amministrazioni locali negli ultimi anni, ha imposto un tetto del 20% alle aliquote della Service tax.
La nuova social card è operativa. Con un budget di 50 milioni di euro è destinata a famiglie in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in cui siano presenti dei minori, con il dichiarato intento di contrastare il diffondersi delle condizioni di povertà assoluta nel Paese. L'iniziativa, firmata dal governo Monti, verrà sperimentata in dodici città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona) e convivrà con la vecchia carta, quella voluta dal governo Berlusconi.
Anche i saggi incaricati dal presidente Napolitano di ridisegnare il funzionamento delle nostre istituzioni hanno confermato la necessità di una riforma che superi il bicameralismo perfetto del nostro Parlamento, istituendo un Senato delle Regioni e delle Autonomie. Una riforma considerata necessaria, di cui si discute da anni e che mette d'accordo tutti gli schieramenti politici. Nel Focus di aprile, a cura dell'Agenzia Dire e Legautonomie, sono stati interrogati i diretti interessati, sindaci e rappresentanti delle associazioni degli Enti locali.
I Comuni italiani in campo per sbloccare gli investimenti pubblici e i pagamenti della Pa alle imprese, in deroga al Patto di stabilità. Nel pantano della crisi economica, i debiti delle amministrazioni pubbliche nei confronti delle aziende rischiano di far soffocare definitivamente il tessuto imprenditoriale italiano e i sindaci vogliono dare finalmente una risposta ai tanti imprenditori che non riescono ad andare avanti.
Nell'approfondimento tematico di Legautonomie e Agenzia Dire di questa settimana si parla di riforma dell'approvazione del ddl anticorruzione. Gli interventi di: Oriano Giovanelli, deputato Pd e membro dell'ufficio di presidenza di Legautonomie; Graziano Delrio, presidente dell'Anci; Donatella Ferranti, deputata Pd e membro della commissione Giustizia della Camera; Giancarlo Lehner, deputato di Popolo e territorio membro commissione Giustizia Camera.
Nel Focus di questa settimana a cura dell'Agenzia Dire e Legautonomie i sindaci fanno un bilancio dell'anno appena trascorso e lanciano proposte per il 2013, aspettando le elezioni e il nuovo governo. --------------------------------------------------------------------- IL 2013 è cominciato e per le amministrazioni locali sarà un anno ancora difficile. Non solo i tagli decisi a livello nazionale ma pure le difficoltà dovute all’applicazione dell’Imu, le tensioni scaturite dalla campagna elettorale in corso. L’agenzia Dire, per il Focus di Legautonomie, ha sentito alcuni sindaci italiani. Ne esce fuori un quadro della situazione attuale, difficile per molti primi cittadini.; dell’eredità che lascia un anno e mezzo di gestione Monti (“Non un bel ricordo” per alcuni); che cosa si aspettano dal nuovo governo ‘politico’ che uscirà fuori dopo il voto del 23-24 febbraio.
La legge 190/2012, anche detta "legge anticorruzione", si applica a tutti i soggetti pubblici e a quelli privati sottoposti al loro controllo. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge, specifiche intese da raggiungere in sede di Conferenza Unificata ne disciplineranno l'attuazione concreta negli enti locali. Molti sono gli adempimenti organizzativi previsti e le nuove responsabilità degli amministratori e dei pubblici funzionari. Dal piano triennale di prevenzione della corruzione, alle linee guida predisposte dalla CIVIT, dal responsabile anti-corruzione, che coinciderà, di norma, con la figura del segretario comunale, al codice di comportamento. Novità anche per quanto riguarda i controlli, riformati dal d.l. 174/2012, il nuovo ruolo della Corte dei Conti e le modalità e gli strumenti del controllo interno. Questi i principali temi affrontati il 4 febbraio nel corso del seminario nazionale "La legge anticorruzione e il sistema dei controlli nella Pubblica Amministrazione locale" davanti ad una folta platea di circa 200 amministratori pubblici provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Filippeschi Presidente di Legautonomie e Sindaco di Pisa; Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei conti, ex vice Commissario vicario Anticorruzione; Paolo Ielo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma; Maurizio Fiasco, Sociologo ed esperto di sicurezza pubblica.
Nell'approfondimento tematico di Legautonomie e Agenzia Dire si parla di sanità ed enti locali con: Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente nazionale di Legautonomie; Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della conferenza delle Regioni; Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute; Anna Margherita Miotto, deputata Pd; Nerina Dirindin, docente e presidente del Coripe Piemonte, dove coordina il master in Economia e Politica sanitaria.
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