Il Mezzogiorno ha subìto più del Centro-Nord le conseguenze della crisi, con una caduta forte del Pil e dell’occupazione, mentre le prospettive di ripresa sembrano lente e incerte. Un Mezzogiorno a rischio desertificazione industriale, dove i consumi non crescono da cinque anni, si continua a emigrare per il Centro-Nord, il tasso di disoccupazione reale supera il 28%, crescono le tasse e si tagliano le spese, ma una famiglia su 7 guadagna meno di mille euro al mese, e in un caso su quattro il rischio povertà resta anche con due stipendi in casa. Secondo la SVIMEZ occorre rilanciare una visione strategica di medio-lungo periodo, che veda nella riqualificazione urbana, energie rinnovabili, sviluppo delle aree interne, infrastrutture e logistica i principali drivers dello sviluppo. Questa la fotografia che emerge dal Rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno 2012 presentato a Roma giovedì 17 ottobre. In allegato il Rapporto, la sintesi e le schede regionali.
E' stato pubblicato il numero di dicembre 2012 del Check-Up Mezzogiorno, raccolta ragionata e commentata dei principali indicatori economici e sociali meridionali, a cura dell’Area Mezzogiorno di Confindustria e di SRM - Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Secondo i dati della ricerca, tra il 2007 e il 2011 il PIL del Mezzogiorno, in termini reali, ha subito una riduzione di quasi 24 miliardi di euro (-6,8%); più di 16 mila imprese hanno cessato di esistere (0,9 % del totale imprese del Sud) sebbene siano aumentate le società di capitali (+7.400 solo nell’ultimo anno). l numero di occupati si è ridotto di circa 330 mila unità (quasi la metà della riduzione ha interessato la sola Campania) e il tasso medio di disoccupazione dei primi due trimestri nel 2012 è salito al 17,4% rispetto al 13,6% registrato nello stesso periodo del 2011, anche per effetto dell’aumento delle persone in cerca di lavoro.
Nel Sud crolla il Pil. Lo rileva lo Svimez. Nel 2012 il Pil del Mezzogiorno sara' in calo del 3,5%, i consumi del 3,8% e gli investimenti del -13,5%, secondo il Rapporto Svimez. Il Pil nazionale, invece, ripiegherà del 2,5% grazie al risultato del Centro-Nord (-2,2%). La recessione continuerà al Sud nel 2013 (-0,2%) mentre l'Italia crescerà dello 0,1% e il Centro-Nord dello 0,3%. Il divario è aggravato, per Svimez, dalle manovre del 2010-2011 che pesano per 1,1 punti sul Pil nazionale, per 2,1 punti al Sud e solo 0,8 al Centro-Nord. In allegato il Rapporto Svimez 2012 sull'economia del Mezzogiorno.
E' stato presenato l'11 maggio il "Piano di azione e coesione Fase II", basato sulla riprogrammazione dei fondi comunitari per il Mezzogiorno, presentato dal Presidente del Consiglio Mario Monti insieme al Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero. Il Piano è lo strumento di riprogrammazione della spesa dei fondi strutturali avviato nel 2011 e periodicamente aggiornato. La Fase II del Piano di Azione Coesione sposta fondi sottoutilizzati o allocati su interventi inefficaci o ormai obsoleti, di Programmi operativi nazionali (PON) o Programmi operativi interregionali (POIN) – e quindi gestiti dalle amministrazioni centrali dello Stato – per un valore complessivo pari a circa 2,3 miliardi di euro, con l’obiettivo principale di favorire la crescita e l’inclusione sociale.
Con un Comunicato Legautonomie Campania giudica positivamente l'incontro avvenuto lo scorso 17 gennaio tra il Governo Monti e i governatori e sindaci dei capoluoghi di regione del Sud . "E' apprezzabile che il governo nazionale abbia cominciato a porre al centro della propria azione il Mezzogiorno..." Il allegato il testo del comunicato.
In base a valutazioni SVIMEZ nel 2010 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno dello 0,2%, in decisa controtendenza rispetto al -4,5% del 2009, ma distante di un punto e mezzo percentuale dalla performance del Centro-Nord (+1,7%). Non va meglio nel medio periodo: negli ultimi dieci anni, dal 2001 al 2010 il Mezzogiorno ha segnato una media annua negativa, -0,3%, decisamente distante dal + 3,5% del Centro-Nord, a testimonianza del perdurante divario di sviluppo tra le due aree.
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