E' stata firmata ieri l’intesa generale quadro tra Regione Emilia-Romagna e Città metropolitana di Bologna. Previsto dalla legge regionale di riordino istituzionale (L.R. 13/2015) il testo amplia le prospettive della legge Delrio e definisce il nuovo ruolo dell'area vasta metropolitana bolognese, riorganizzandone le competenze e accentuando il grado di integrazione, cooperazione e coesione tra le istituzioni.
Sul sito del Ministero dell'Interno sono pubblicati gli importi dei contributi destinati alle comunità montane per le funzioni associate, relativi all'anno 2015. Le somme sono state calcolate in base ai criteri di ripartizione stabiliti dal decreto del Ministero dell'Interno 1° ottobre 2004 n. 289 che ha modificato e integrato il Dm 1°settembre 2000 n. 318.
In allegato l'audizione della Corte dei Conti, Sezione Autonomie, presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla gestione delle funzioni e dei servizi comunali.
"Senza una sostanziale correzione la legge di stabilità porterà al dissesto finanziario le Province italiane". E' l'allarme lanciato "finché siamo in tempo" dal presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, sindaco della città e presidente nazionale di Legautonomie, perché, aggiunge, "la proiezione che abbiamo fatto per le Province toscane dice con chiarezza che va evitato il taglio previsto di 500 milioni di euro". "A noi mancherebbero, per scelta del Parlamento - spiega il presidente provinciale e sindaco di Pisa - 10.591.222 euro e complessivamente alle Province toscane oltre 79 milioni di euro. Si tratterebbe di un dissesto indotto, cioé fatto per il prelevamento di risorse dai territori a beneficio dello Stato centrale e a scapito dei servizi locali, a partire dalla manutenzione delle scuole e delle strade. Chiederemo un nuovo incontro alla sezione toscana della Corte dei Conti per informare del dissesto annunciato". Filippeschi ha già chiesto un incontro con i parlamentari locali e ha convocato per l'11 dicembre l'assemblea di tutti i sindaci del Pisano. "Se subiamo questo taglio sottolinea - il nuovo ente di area vasta, gestito dai comuni, sara' morto prima di nascere.
Quasi al completo il quadro delle leggi regionali di riordino delle funzioni non fondamentali delle province in attuazione della Legge Delrio. Nelle settimane scorse hanno dato il via libera alle leggi di riordino i Consigli regionali di Veneto, Puglia,Campania, Basilicata e Abruzzo. Mancherebbe all’appello solo il Lazio. Il quadro normativo di riordino delle funzioni e del personale si fa più chiaro e proprio sul fronte ricollocamento personale sono arrivati i primi dati da parte del Governo che indica in 2.000 gli esuberi delle province, molto lontano dalle iniziali stime che ne contavano 20.000. Gran parte delle Regioni hanno operato un riordino delle funzioni in chiave prevalentemente regione centrica con un accentramento e ritorno delle funzioni non fondamentali in capo alle Regioni e conseguentemente dei dipendenti
"La riforma delle Province apre ad una straordinaria opportunità di semplificazione: i nuovi enti di area vasta, che sono Case dei Comuni, possono diventare gli hub dei servizi sul territorio" . Lo ha detto il Presidente della provincia e Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie nel suo intervento all'Assemblea Anci a Torino.
"I sindaci sono favorevoli alla riforma del Senato e al superamento del bicameralismo paritario. È una vera svolta per l'Italia. La demagogia e il vuoto radicalismo populista, che disprezzano di fare i conti con la realtà, e prima ancora l'incultura istituzionale o un conservatorismo interessato da ceto politico parlamentarizzato, sono lo specchio del fallimento della politica e del discredito di una classe dirigente politica, che hanno un prezzo enorme per il nostro paese. Stare fermi significa aprire la strada ad un avvitamento della crisi democratica e ad una completa e pericolosissima perdita di controllo dei residui spazi d'intervento per arginare la crisi finanziaria dello Stato ancora incombente, la stessa crisi che ormai schiaccia le comunità locali. Vorrebbe dire compromettere i segnali di ripresa. Questo è il vero rischio che oggi si corre. Questa è la sostanza degli appelli drammatici per la riforma rivolti dai presidenti Napolitano e Mattarella al Parlamento.
Le proposte di legge di riordino adottate dalle giunte regionali costituiscono l’inizio di un percorso complesso che richiede il coinvolgimento delle Province e dei Comuni nonché dei rispettivi sistemi e organi di rappresentanza istituzionale. Nonostante l’eterogeneità e la genericità di molte proposte regionali di riordino, Legautonomie ha cercato di procedere ad una valutazione e ad un confronto delle stesse. In allegato il dossier aggiornato a settembre 2015.
Pubblichiamo in allegato uno studio realizzato dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Direzione Centrale della Finanza Locale, dal titolo "FUSIONI: Quali vantaggi? Risparmi teorici derivanti da un’ipotesi di accorpamento dei comuni di minore dimensione demografica".
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