Via libera definitivo della Camera al decreto enti locali che contiene, tra l'altro, i tagli alla sanità. I sì sono stati 295, i no 129. Già approvato in Senato, il maxiemendamento diventa legge. La nuova legge contiene una serie di misure per i bilanci dei Comuni e delle Province e per le aree metropolitane alla luce del riordino sugli enti territoriali imposto dalla riforma Delrio; contiene inoltre una serie di provvedimenti relativi ai temi diversi, dalla possibilità di assumere 2500 agenti delle forze di polizia in vista del prossimo Giubileo alla ratifica del taglio da 2,3 miliardi di euro dei trasferimenti alle Regioni per garantire il servizio sanitario; dalla "ricognizione" sulle concessioni demaniali delle spiagge all'allentamento del patto di stabilità per i Comuni veneti colpiti dal maltempo, fino al "consolidamento" degli lsu calabresi.
La riforma operata con la Legge Delrio ha avuto il merito di chiudere un dibattito in corso sin dal 1990, introducendo nell’ordinamento la Città metropolitana quale ente deputato ad un governo ottimale del territorio delle grandi aree urbane del Paese. Purtroppo la riforma è stata frenata sul nascere dalle impellenti esigenze di finanza pubblica, andando a scontrarsi quindi con rigidi vincoli di bilancio. I nuovi enti si sono trovati ad operare in un contesto di forte criticità per i sacrifici richiesti in termini di concorso agli obiettivi di finanza pubblica e a causa del calo delle principali entrate proprie, a seguito della crisi del mercato dell’auto, nonché di quelle derivate dalle regioni. A questi fattori si sommano quelle connesse alle sanzioni per lo sforamento degli obiettivi di patto di stabilità 2014, causato dei tagli operati con il DL 66 e per l'assenza di una revisione degli obiettivi programmatici per l’anno. Il Dl 78 in conversione accoglie le proposte del comparto solo in merito alla rinegoziazione dei mutui ed allo sconto sulle sanzioni, che dal punto di vista finanziario, potrebbero essere ridotte, se non azzerate, per effetto dell’esclusione dallo sforamento dei pagamenti effettuati nel 2014 per gli investimenti in edilizia scolastica.
“Noi sindaci, che gestiamo le nuove province, siamo già sulla graticola per l’impossibilità di garantire la manutenzione di scuole e strade. La mobilitazione dei lavoratori e la richiesta d’impegno rivolta ai candidati alle elezioni regionali hanno sacrosante ragioni. Servono risorse per attuare la legge Delrio. Vanno garantiti i bisogni irrinunciabili delle comunità e le prospettive del personale. Il Governo deve dare un segnale concreto a partire dal decreto enti locali”.
Pubblichiamo in allegato i documenti approvati dal CAL Toscana sulla drammatica situazione delle Province, ormai in gran parte sull'orlo del default. Come sottolineato dal Cal Toscana, si tratta di una situazione che riguarda pressoché tutto il territorio nazionale ed è evidente il rischio generalizzato di un fallimento della Legge Delrio e del disegno di riforma connesso, denunciato anche dalla Corte dei Conti nella sua ultima relazione.
Si sono conclusi il 16 aprile gli incontri bilaterali programmati con le Regioni sul processo di attuazione della legge Delrio. “Questi incontri informali - ha dichiarato in una nota Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato agli Affari regionali - si sono dimostrati molto utili consentendoci di approfondire il lavoro svolto dai singoli Osservatori regionali e di fare il punto sullo stato di avanzamento delle leggi regionali di riordino delle funzioni che, sebbene con velocità diverse, ormai in tutte le Regioni italiane si avvicinano all'approvazione”.
L'ANCI, l'UPI e il CINSEDO della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, rispettivamente con note del 6 marzo 2015 e dell'11 marzo 2015, hanno posto alcune questioni di carattere applicativo ed interpretativo in materia di ricollocazione del personale delle province e delle città metropolitane, richiamando i contenuti delle linee guida fornite in materia dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie (circolare n. 1/2015). Al fine di chiarire alcuni degli aspetti che le amministrazioni hanno segnalato come particolarmente rilevanti nell'applicazione della disciplina normativa, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alcune indicazioni tecniche.
La Conferenza Stato-Città ha licenziato il riparto del Fondo di solidarietà comunale con i relativi tagli e il riparto del contributo a carico delle Città metropolitane e delle Province. In allegato il report della seduta della Conferenza Stato-città, e le note metodologiche con i parametri relativi ai Comuni e a Province e Città metropolitane.
La legge Delrio poteva essere e forse potrebbe essere ancora l’inizio di un riordino complessivo del sistema dei poteri locali negli ambiti regionali, un'opportunità, a patto che si riconnettano i tempi e le fasi di questo riordino con il tema ineludibile delle risorse, e che si intervenga anche sul versante delle Regioni, e per garantire l’integrale copertura dei costi del personale. Occorre prendere realisticamente atto che si è creato un pasticcio normativo entrato ormai in corto circuito, con gli enti in sostanziale “surplace”: l’uno in attesa delle mosse dell'altro, con buona pace di ogni disegno di riforma. Il governo deve assumersi l'onere di una regia centrale che garantisca l'attuazione della riforma. Le soluzioni possono essere individuate nel decreto enti locali di prossima emanazione. Chiediamo che accanto ad alcune questioni rilevanti che riguardano la finanza comunale e le città metropolitane, vengano recepite le proposte degli enti locali volte a risolvere i nodi critici sopra richiamati e rese oggi praticabili anche da un miglioramento complessivo delle condizioni della finanza pubblica.
"Mentre sono tutti in attesa del 31 marzo per poter conoscere il numero preciso e la qualifica dei ventimila dipendenti in soprannumero rispetto all'esercizio delle funzioni fondamentali che la legge Del Rio ha attribuito alle nuove province, il processo di riordino avanza a fatica. Si è detto su queste stesse colonne come la riforma dettata dalla legge 56/2014 si sia inceppata soprattutto per effetto delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 190/2014 che ha operato un doppio, pesantissimo taglio alle risorse delle province". Pubblichiamo in allegato l'articolo di Mario Collevecchio, esperto Legautonomie, pubblicato su Italia Oggi del 27 marzo 2015.
Si è svolta, presso la Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale, l’audizione di rappresentanti della Conferenza delle sui profili finanziari dell'attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56. In rappresentanza delle Regioni sono intervenuti l’assessore Massimo Garavaglia della Regione Lombardia (coordinatore della Commissione “Affari finanziari” per la Conferenza delle Regioni) e l’Assessore Vittorio Bugli della Regione Toscana (che per conto della Conferenza delle Regioni ha coordinato il gruppo di lavoro della Commissione affari istituzionali sull’attuazione della legge Delrio).
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