Il ddl per la gestione transitoria delle Province, in attesa della legge di riforma costituzionale che le dovrebbe abolire definitivamente, è all'esame della commissione della Camera dei Deputati. Il ministro degli Affari regionali e autonomie locali Graziano Delrio confida che venga approvato “non oltre la fine dell’anno”, in modo da avere i nuovi enti di secondo livello in primavera.
Il Consiglio dei ministri ha esaminato, in via definitiva, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, del vicepresidente e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, del Ministro per le riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello e del Ministro per gli Affari Regionali e autonomie, Graziano Delrio, un disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle Province che è stato sottoposto al parere della Conferenza unificata.
Pubblichiamo in allegato un'analisi dell'avvocato Germano Scarafiocca sul ddl governativo recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni", approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 26 luglio.
Si è riunito oggi pomeriggio a Roma il Coordinamento Nazionale di CAL, i Consigli delle Autonomie Locali. Sul tavolo la riforma della Carta Costituzionale, in particolare la recente approvazione nei due rami del Parlamento di mozioni relative all’avvio del percorso delle riforme costituzionali e l’ulteriore approvazione pochi giorni fa, da parte del Senato, del d.d.l. costituzionale n. S343 presentato dal governo sulla “istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali”, che hanno riportato con priorità al centro dell’attenzione l’urgenza di definire un quadro certo di regole in grado di rendere più efficienti i centri decisionali e di favorire la stabilità del sistema politico. "Chiediamo ascolto, in primo luogo al Ministro Delrio, del quale condividiamo l'impostazione generale dei progetti di riforma. Ascoltare le proposte dei Consiglio delle Autonomie Locali è necessario per avere un confronto con un punto di vista essenziale, quello del rapporto tra Autonomie e Regioni. Inoltre, essendo i CAL organi inseriti nella Costituzione, all'articolo 123, si può pensare a come farne parte organica delle riforme istituzionali, a partire da quella del Parlamento e dell'istituzione di un Senato delle Regioni e delle Autonomie". Così il Coordinatore nazionale dei Consigli delle Autonomie Locali Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente del CAL della Toscana. Il Coordinamento nazionale dei CAL ha indirizzato al ministro Graziano Delrio una richiesta urgente d'incontro.
In apertura dei lavori il Consiglio dei Ministri del 5 luglio ha esaminato uno schema di disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province, che sarà sottoposto al parere della Conferenza unificata. Entro sei mesi dalla data in entrata in vigore della legge costituzionale le Province sono soppresse. Sulla base di criteri e requisiti definiti con legge dello Stato sono individuate dallo Stato e dalle Regioni le forme e le modalità di esercizio delle relative funzioni.
“La sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il ricorso alla decretazione d'urgenza per la riforma delle Province, testimonia la fragilità dei procedimenti seguiti dai governi, crea incertezza nei rapporti fra le istituzioni e smarrimento dei cittadini. Ora è urgente un intervento organico di profonda riforma". Così commenta la sentenza Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa.
Il presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, in un articolo pubblicato sul quotidiano "Italia Oggi" fa appello al governo e al Parlamento per le riforme istituzionali necessarie al sistema delle autonomie locali, e chiede una coraggiosa inversione di tendenza nelle scelte di politica economica e finanziaria, in tema di Imu e Tares. In allegato l'articolo.
La Società Geografica Italiana ha pubblicato "Riordino dell’assetto amministrativo italiano", una ricerca realizzata con l'obiettivo di fornire materiali di riflessione, di confronto e di valutazione per ben impostare un’operazione di riordino e di razionalizzazione dell’assetto amministrativo italiano. Nello specifico, il testo che pubblichiamo in allegato riassume le vicende che hanno portato all’attuale configurazione del ritaglio amministrativo e le pulsioni riorganizzative alle quali è stato via via sottoposto, le quali hanno generato nel tempo svariate risposte, ma non già progetti organici di adeguamento.
La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti. In allegato la Sentenza n. 120/2013.
Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, è intervenuto in Commissione affari costituzionali del Senato illustrando le linee guida del Governo in materia di autonomie e di rapporti tra i vari livelli istituzionali della Repubblica. Il Ministro, richiamandosi alle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio, ha ricordato l'ipotesi di un nuovo patto per la Repubblica, che contempli anche l'abolizione delle province, diretto ad assicurare la corrispondenza tra risorse e responsabilità dei diversi livelli di governo territoriale.
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