La direzione centrale per la finanza locale pubblica on line il testo del dlg n. 267/2000 recante Testo Unico delle norme in materia di enti locali (TUEL), aggiornato fino alle modifiche apportate dal decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, recante: “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190”. Il testo in allegato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 3 del 4 gennaio 2013.
La legge di stabilità del 2013 (L. 228/2012) e in primis l’attribuzione ai Comuni dell’IMU sulle abitazioni; la sospensione del “riordino” delle Province; le questioni legate al “Patto di stabilità”; le responsabilità gestionali di Comuni, Province e Regioni attribuibili agli Amministratorii; le misure per il rafforzamento dei controlli esterni ed interni e per l’attuazione del pareggio di bilancio per una maggiore responsabilità contabile degli Enti locali. Queste alcune delle priorità dell'azione del nuovo Governo sulle quali Giorgio Lovili, revisore dei conti, già segretario generale della Provincia di Cremona, in un documento che alleghiamo, fa un'accurata analisi.
Anche i saggi incaricati dal presidente Napolitano di ridisegnare il funzionamento delle nostre istituzioni hanno confermato la necessità di una riforma che superi il bicameralismo perfetto del nostro Parlamento, istituendo un Senato delle Regioni e delle Autonomie. Una riforma considerata necessaria, di cui si discute da anni e che mette d'accordo tutti gli schieramenti politici. Nel Focus di aprile, a cura dell'Agenzia Dire e Legautonomie, sono stati interrogati i diretti interessati, sindaci e rappresentanti delle associazioni degli Enti locali.
Come Coordinatore nazionale dei Consigli delle autonomie locali e presidente di Legautonomie chiederò che il Presidente del Consiglio incaricato possa ascoltare i rappresentanti degli enti locali. Come Legautonomie, in particolare, siamo stati i promotori e ci siamo battuti fin dall'inizio per l'introduzione di un Senato delle Regioni e delle Autonomie, perché riteniamo che sia urgente una riforma di sistema che preveda l’esistenza di una sola Camera legislativa che dia la fiducia al Governo e un Senato che dia voce e rappresentanza ai territori.
In allegato la sentenza della Corte dei Conti su un caso di doppio incarico e indennità di funzione non dovuta. La doppia percezione di emolumenti è in contrasto con il disposto di cui all'art. 82 del d.lgvo 18 agosto 2000, n. 267 il quale, al V° comma, dispone: "le indennità di funzione previste dal presente capo non sono tra loro cumulabili. L'interessato opta per la percezione di una delle due indennità ovvero per la percezione del 50% di ciascuna".
L'Assemblea del Senato ha approvato - con 193 voti favorevoli, 12 contrari e 46 astenuti - la risoluzione Pd-Pdl-Sc-Autonomie, a firma dei senatori Tocci (PD) e Gasparri (PdL), sullo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2012, n. 61, recante ulteriori disposizioni in materia di ordinamento di Roma capitale.
“Abbiamo fiducia nelle scelte che farà il presidente della Repubblica. In ogni caso chiediamo che il Presidente del Consiglio incaricato incontri subito i rappresentanti delle regioni e dei comuni. I sindaci, in particolare, devono essere protagonisti in questa fase cruciale. Siamo direttamente interessati alla riforma del bicameralismo paritario, un sistema stantio, inefficace e costoso da superare radicalmente, con il dimezzamento conseguente dei numero dei parlamentari eletti direttamente. Ciò secondo un’esortazione più volte ripetuta e motivata proprio dal presidente Napolitano. Legautonomie, nella battaglia per la camera federale che ha fatto in questi anni, ha elaborato proprie proposte di riforma costituzionale e vorrebbe metterle a disposizione del nuovo Parlamento”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie in vista dell’incarico che sarà conferito dal presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo.
Dossier predisposto dal CAL Lazio per fare il punto sugli strumenti di accesso alla giustizia costituzionale attualmente a disposizione delle autonomie territoriali.
La legge 190/2012, anche detta "legge anticorruzione", si applica a tutti i soggetti pubblici e a quelli privati sottoposti al loro controllo. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge, specifiche intese da raggiungere in sede di Conferenza Unificata ne disciplineranno l'attuazione concreta negli enti locali. Molti sono gli adempimenti organizzativi previsti e le nuove responsabilità degli amministratori e dei pubblici funzionari. Dal piano triennale di prevenzione della corruzione, alle linee guida predisposte dalla CIVIT, dal responsabile anti-corruzione, che coinciderà, di norma, con la figura del segretario comunale, al codice di comportamento. Novità anche per quanto riguarda i controlli, riformati dal d.l. 174/2012, il nuovo ruolo della Corte dei Conti e le modalità e gli strumenti del controllo interno. Questi i principali temi affrontati il 4 febbraio nel corso del seminario nazionale "La legge anticorruzione e il sistema dei controlli nella Pubblica Amministrazione locale" davanti ad una folta platea di circa 200 amministratori pubblici provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Filippeschi Presidente di Legautonomie e Sindaco di Pisa; Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei conti, ex vice Commissario vicario Anticorruzione; Paolo Ielo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma; Maurizio Fiasco, Sociologo ed esperto di sicurezza pubblica.
Pubblichiamo in allegato un articolo di Mario Collevecchio, esperto di Legautonomie, che fà il punto sul sistema dei controlli nelle pubbliche amministrazioni alla luce delle recenti leggi varate dal governo alla fine del 2012, la cosiddetta legge anticorruzione, il d.l. n. 190/2012, e il decreto n. 174/2012 poi convertito nella legge n. 213/2012 che mira a ridurre io costi della politica.
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