"La legge di stabilità così com'è è insostenibile e inaccettabile. L'assemblea dei presidenti delle province riformate, oggi in maggioranza sindaci, ha registrato una situazione drammatica, conti alla mano. Gli amministratori locali, che si sono messi a disposizione per gestire la riforma Delrio, non possono e non vogliono gestire invece un percorso che sarebbe fallimentare e che smantellerebbe servizi e azzererebbe investimenti irrinunciabili per scuole, strade, trasporto pubblico e ambiente". Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente della Provincia di Pisa e dell'associazione Legautonomie a margine dell'assemblea dei neopresidenti delle province italiane svoltasi stamani a Roma, a Palazzo Valentini.
Le autonomie locali sono impegnate da anni, in proporzione assai più rilevante che per altri comparti del settore pubblico e con autoriforme sostanziali, per il risanamento finanziario dello Stato. Oggi siamo di fronte al mancato assolvimento degli impegni assunti dai governi, mentre i vincoli indifferenziati ancora posti alla spesa e soprattutto a quella per investimenti inibiscono le necessarie innovazioni, abbassano il livello di qualità della vita nei territorio, logorano il rapporto fra governi locali e cittadini e sono parte delle cause di depressione economica. La stessa fase di riordino istituzionale avviata dalla legge Delrio non potrà essere adeguatamente gestita dal sistema delle autonomie se non torneremo ad affrontare organicamente il tema del federalismo fiscale, e quindi di una base dell'autonomia finanziaria e fiscale dei comuni che faccia perno soprattutto sull'imposizione immobiliare.
"La riforma del Senato che Palazzo Madama ha approvato oggi in prima lettura è assolutamente necessaria al nostro Paese, perché l'Italia non uscirà dalla crisi senza anche un profondo cambiamento dello Stato, a partire da parlamento e governo. Noi sindaci lo sosteniamo da tempo, come Legautonomie siamo stati l'associazione più impegnata per la riforma del Senato e la sua trasformazione in Camera delle autonomie, il superamento del bicameralismo paritario, che non garantisce né stabilità né governabilità, così come la riscrittura del titolo V sono un bene e una priorità per il Paese e dunque per le autonomie locali. Abbiamo chiesto a governo e parlamento, però, un riequilibrio fra i rappresentanti delle regioni e quelli dei comuni, perché lo squilibrio che si è creato a sfavore dei comuni e l’elezione dei nostri rappresentanti che avverrebbe nei consigli regionali non ha senso. Sono i comuni i luoghi di governo più vicini ai cittadini e le intese fra i partiti per un largo consenso, sebbene necessarie, non dovevano sacrificare la logica e il rispetto dell’autonomia delle istituzioni." Così il presidente di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, commenta l'approvazione del testo di riforma della Costituzione in Senato.
“Per il nuovo Senato è necessario un riequilibrio fra i rappresentanti delle regioni e quelli dei comuni, come ha chiesto Piero Fassino per l’Anci. Il superamento del bicameralismo partitario è un bene in assoluto, una priorità per il Paese e dunque anche per le autonomie locali che governano per bisogni essenziali dei cittadini. Lo squilibrio che si è creato a sfavore dei comuni e l’elezione dei nostri rappresentanti che avverrebbe nei consigli regionali non si giustificano. Le intese fra i partiti per un largo consenso sono necessarie, ma a queste non si possono sacrificare la logica e il rispetto dell’autonomia delle istituzioni”. Così il presidente di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che interviene a commentare la discussione del testo di riforma della Costituzione in corso in Senato.
La Commissione bilancio della Camera ha adottato il testo unificato elaborato dal relatore Melilli (PD) derivante dal disegno di legge in materia di enti locali, già approvato dal Senato, e dall’abbinato ddl del Governo. Melilli si è riservato di inserire, attraverso appositi emendamenti, alcune modifiche ad alcune norme tra cui quella riguardante la facoltà di recesso delle amministrazioni pubbliche dai contratti di locazione.
“I risultati delle elezioni del Parlamento Europeo chiedono una svolta e il superamento del bicameralismo paritario è la svolta. L’esortazione del Presidente Napolitano perché si realizzino le riforme costituzionali è un richiamo alla realtà. Sul futuro del Paese, se non si cambia, non possiamo farci illusioni. La legislatura nasce in un momento critico con questo obiettivo fondamentale e le previsioni programmatiche dei governi Letta e Renzi, già votate dalle camere, lo confermano.
"Noi sindaci chiediamo che si vada avanti. L'impianto della proposta del governo ha una sua coerenza. L'elezione indiretta del nuovo Senato è un pilastro della riforma e ha la sua ragione in un'impostazione federalistica che riconosce agli eletti di regioni e comuni piena titolarità rappresentativa. La proposta non è certo nuova. L'elezione indiretta era prevista nel primo programma dell'Ulivo, nella bozza Violante e ha avuto una conferma importante del Comitato di saggi e dalla Consultazione pubblica promossa dal governo". Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, che interviene sull'avvio della discussione parlamentare sulla riforma della seconda parte della Costituzione.
Si è svolta questa mattina alla Camera dei Deputati, presso le Commissioni riunite V (Bilancio) e VIII (Ambiente), l'audizione di Legautonomie rappresentata da Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonino di Susa (TO) e componente del Consiglio federale di Legautonomie e dal direttore generale Loreto Del Cimmuto, sulla proposta di legge Realacci sul sostegno e sulla valorizzazione dei piccoli comuni.
"Come Legautonomie siamo stati l'associazione più impegnata per la riforma del Senato e la sua trasformazione in Camera delle autonomie, quindi siamo contenti. Il progetto può essere migliorato ma non va toccato negli elementi essenziali, quindi una presenza paritaria fra Regioni e Comuni, l'elezione di secondo grado come punto fondamentale, e la capacità poi di avere competenze che aiutino l'attuazione della riforma del Titolo V, che è importante e dà certezze, e il rilancio di un'impostazione federalistica". Lo ha detto Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, parlando con i giornalisti a margine della partenza dello Smart City Tour di Firenze.
“La sortita del presidente Grasso è una forzatura molto grave. Il presidente del Senato eccede i suoi compiti di garanzia. Prendendo parte impropriamente, dà sponda consapevolmente ai conservatori di ogni genere e per ogni motivo. Grasso elude le previsioni programmatiche dei governi Letta e Renzi, già votate dalle camere, si pone in contrasto con le posizioni prevalenti della Commissione per le riforme istituzionali e si contrappone agli esiti della Consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal ministro Quagliariello, che ha dato esiti chiarissimi a favore dell’istituzione di una camera delle autonomie espressione dei rappresentanti di regioni e comuni. Inoltre, interviene con poco rispetto, come se i comuni e le regioni non avessero espresso i loro chiari pareri favorevoli all’elezione indiretta della nuova camera”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente dell’associazione Legautonomie, interviene a commentare le posizioni espresse dal presidente del Senato Piero Grasso.
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