Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto sui costi della politica locale. La votazione ha visto l'astensione del Pdl per marcare l'insoddisfazione per la politica del governo dopo che un segnale analogo era stato dato stamani al Senato con la mancata partecipazione al voto sul decreto sviluppo. Hanno votato a favore del provvedimento 281 deputati, contrari in 77 e 140 astenuti.
Pubblichiamo un contributo del prof. Daniele Trabucco sulle province alla luce del decreto-legge n. 95/2012, dal titolo: "La spendig review sulle province: violata la Costituzione"
In Commissione affari costituzionali del Senato si è conclusa l'illustrazione e la discussione degli emendamenti sul disegno di legge costituzionale di iniziativa governativa per la riforma della Costituzione.
"Vent'anni di berlusconismo e di leghismo hanno corroso fino ad annullarla una storica cultura autonomista patrimonio secolare della storia socialista e cattolico popolare italiana. La stessa approvazione della riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione approvata nel 2001, che pure ha significato l'approdo necessario di un percorso importante, è avvenuto in un contesto di affanno dei riformisti ..." Di seguito pubblichiamo una nota a firma di alcuni deputati delle Commissioni parlamentari Affari Costituzionali (I) e Finanze (V).
Pubblichiamo in allegato un articolo di Lorenzo Torbidoni, Area bilancio e controllo di gestione della Provincia di Ancona, sul decreto legge n. 95/2012 (spending review).
Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della Deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012, recante "Determinazione dei criteri per il riordino delle Province, a norma dell'articolo 17, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95", pubblicata in Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 171 del 24 luglio 2012, avanzata dalle province di Lecco, Lodi, Rovigo,Treviso. In allegato i link delle sentenze.
Pubblichiamo in allegato due schede di lettura curate da Legautonomie degli articoli 17 e 19 del D.L. n. 95/2012, convertito con modifiche nella legge 135/2012 entrata in vigore il 15 agosto 2012.
"Dopo la deliberazione del governo Monti sui parametri per la soppressione e/o il mantenimento delle province viene riscritta la geografia dell’Italia così come l’abbiamo conosciuta a scuola: rimangono in vita circa la metà delle province esistenti comprese le città metropolitane". In allegato il commento del vice direttore Legautonomie Moreno Gentili.  
Pubblichiamo un documento del costituzionalista Daniele Trabucco, dell'Università degli Studi di Padova, dal titolo "E' possibile derogare all'art. 133, comma 1, della Costituzione in caso di riordino complessivo delle Province"
La Corte Costituzionale, riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale sollevate, dichiara l’illegittimità costituzionale del co. 2 dell’art. 14 recante disposizioni per la riduzione del numero dei consiglieri e assessori regionali e relative indennità. Misure premiali, co. 2, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nella parte in cui è richesto l’adeguamento da parte delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome ai parametri per la riduzione del numero dei consiglieri regionali di cui all’art. 14, co. 1 del decreto-legge n. 138 del 2011. Per le regioni a statuto speciale e province autonome tale adeguamento richiede la modifica di fonti di rango costituzionale da attuarsi nel rispetto degli statuti speciali e delle relative norme di attuazione cui una legge ordinaria non può imporre limiti e condizioni. Va quindi dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 2, del decreto-legge n. 138 del 2011, per violazione dell’art. 116 Cost. Parimenti la Corte dichiara non fondata le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 14, co. 1 promossa da regioni a statuto ordinario in quanto, nel quadro della finalità generale del contenimento della spesa pubblica, stabilisce, in coerenza con il principio di eguaglianza, criteri di proporzione tra elettori, eletti e nominati per la composizione dei consigli regionali, nonché l’istituzione di un Collegio dei revisori dei Conti.
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