Le proposte di legge di riordino adottate dalle giunte regionali costituiscono l’inizio di un percorso complesso che richiede il coinvolgimento delle Province e dei Comuni nonché dei rispettivi sistemi e organi di rappresentanza istituzionale. Nonostante l’eterogeneità e la genericità di molte proposte regionali di riordino, Legautonomie ha cercato di procedere ad una valutazione e ad un confronto delle stesse. In allegato il dossier aggiornato a settembre 2015.
La legge Delrio poteva essere e forse potrebbe essere ancora l’inizio di un riordino complessivo del sistema dei poteri locali negli ambiti regionali, un'opportunità, a patto che si riconnettano i tempi e le fasi di questo riordino con il tema ineludibile delle risorse, e che si intervenga anche sul versante delle Regioni, e per garantire l’integrale copertura dei costi del personale. Occorre prendere realisticamente atto che si è creato un pasticcio normativo entrato ormai in corto circuito, con gli enti in sostanziale “surplace”: l’uno in attesa delle mosse dell'altro, con buona pace di ogni disegno di riforma. Il governo deve assumersi l'onere di una regia centrale che garantisca l'attuazione della riforma. Le soluzioni possono essere individuate nel decreto enti locali di prossima emanazione. Chiediamo che accanto ad alcune questioni rilevanti che riguardano la finanza comunale e le città metropolitane, vengano recepite le proposte degli enti locali volte a risolvere i nodi critici sopra richiamati e rese oggi praticabili anche da un miglioramento complessivo delle condizioni della finanza pubblica.
"Mentre sono tutti in attesa del 31 marzo per poter conoscere il numero preciso e la qualifica dei ventimila dipendenti in soprannumero rispetto all'esercizio delle funzioni fondamentali che la legge Del Rio ha attribuito alle nuove province, il processo di riordino avanza a fatica. Si è detto su queste stesse colonne come la riforma dettata dalla legge 56/2014 si sia inceppata soprattutto per effetto delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 190/2014 che ha operato un doppio, pesantissimo taglio alle risorse delle province". Pubblichiamo in allegato l'articolo di Mario Collevecchio, esperto Legautonomie, pubblicato su Italia Oggi del 27 marzo 2015.
Si è svolta, presso la Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale, l’audizione di rappresentanti della Conferenza delle sui profili finanziari dell'attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56. In rappresentanza delle Regioni sono intervenuti l’assessore Massimo Garavaglia della Regione Lombardia (coordinatore della Commissione “Affari finanziari” per la Conferenza delle Regioni) e l’Assessore Vittorio Bugli della Regione Toscana (che per conto della Conferenza delle Regioni ha coordinato il gruppo di lavoro della Commissione affari istituzionali sull’attuazione della legge Delrio).
Il presidente dell’Anci Piero Fassino ha inviato al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai ministri competenti le proposte emendative Anci, da introdurre nel prossimo decreto enti locali che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri nei giorni a ridosso di Pasqua. Le “proposte normative urgenti” deliberate dal Direttivo Anci del 19 marzo, ha scritto Fassino, sono “condizione necessaria al fine di agevolare la concreta definizione di soluzioni per una corretta gestione dei bilanci 2015".
Il 10 marzo la Camera ha dato il via libera alla riforma della parte II della Costituzione. Ora il testo è all’esame del Senato. In occasione del voto finale a Montecitorio sono stati accolti dal governo tre gruppi di ordini del giorno: il primo relativo alla riforma delle Conferenze, il secondo riguardante l’autonomia differenziata, il terzo (che contiene un solo ordine del giorno) si riferisce al tema della possibile fusione di Regioni.
E' stata pubblicata sul bollettino ufficiale della regione toscana la legge regionale 3 marzo 2015, n. 22 di riordino delle funzione di province e città metropolitane e attuazione della Legge n. 56 del 2014. In allegato il testo.
“Il voto della Camera è un altro passaggio positivo. Condividiamo i risultati della riforma, che si accompagna ad un intervento correttivo del Titolo V e che dovrà completarsi con una forma di governo più razionale. La battaglia che ha distinto Legautonomie raggiunge un obiettivo fondamentale”. Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, commenta il voto favorevole dell'Aula della Camera al ddl Boschi.
E’ stata pubblicata la Circolare in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane. Queste Linee guida sono state firmate dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie. La Circolare (n.1 del 2015) interessa i lavoratori delle Province e quindi la loro ricollocazione.
"Ciò che si temeva sta accadendo. Dai primi inquieti segnali che turbano il mondo delle istituzioni, il 2015 sembra profilarsi non come un anno della riforma delle amministrazioni locali in attuazione della legge Del Rio, bensì come l’inizio di una lunga agonia che può condurre all’estinzione delle province per soffocamento. E’ avvenuto infatti che con l’entrata in vigore della legge di stabilità si è verificato un clamoroso contrasto di norme che denota l’assenza di un’adeguata azione di coordinamento legislativo da parte del Consiglio dei ministri, che blocca la riforma e che conferma l’illusione di realizzare riforme sostanziali a costo zero". In allegato l'articolo di Mario Collevecchio su legge Delrio e riforma delle province, uscito su Italia Oggi venerdì 23 gennaio.
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