"La riforma delle Province apre ad una straordinaria opportunità di semplificazione: i nuovi enti di area vasta, che sono Case dei Comuni, possono diventare gli hub dei servizi sul territorio" . Lo ha detto il Presidente della provincia e Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie nel suo intervento all'Assemblea Anci a Torino.
"I sindaci sono favorevoli alla riforma del Senato e al superamento del bicameralismo paritario. È una vera svolta per l'Italia. La demagogia e il vuoto radicalismo populista, che disprezzano di fare i conti con la realtà, e prima ancora l'incultura istituzionale o un conservatorismo interessato da ceto politico parlamentarizzato, sono lo specchio del fallimento della politica e del discredito di una classe dirigente politica, che hanno un prezzo enorme per il nostro paese. Stare fermi significa aprire la strada ad un avvitamento della crisi democratica e ad una completa e pericolosissima perdita di controllo dei residui spazi d'intervento per arginare la crisi finanziaria dello Stato ancora incombente, la stessa crisi che ormai schiaccia le comunità locali. Vorrebbe dire compromettere i segnali di ripresa. Questo è il vero rischio che oggi si corre. Questa è la sostanza degli appelli drammatici per la riforma rivolti dai presidenti Napolitano e Mattarella al Parlamento.
Pubblichiamo in allegato uno studio realizzato dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Direzione Centrale della Finanza Locale, dal titolo "FUSIONI: Quali vantaggi? Risparmi teorici derivanti da un’ipotesi di accorpamento dei comuni di minore dimensione demografica".
Via libera definitivo della Camera al decreto enti locali che contiene, tra l'altro, i tagli alla sanità. I sì sono stati 295, i no 129. Già approvato in Senato, il maxiemendamento diventa legge. La nuova legge contiene una serie di misure per i bilanci dei Comuni e delle Province e per le aree metropolitane alla luce del riordino sugli enti territoriali imposto dalla riforma Delrio; contiene inoltre una serie di provvedimenti relativi ai temi diversi, dalla possibilità di assumere 2500 agenti delle forze di polizia in vista del prossimo Giubileo alla ratifica del taglio da 2,3 miliardi di euro dei trasferimenti alle Regioni per garantire il servizio sanitario; dalla "ricognizione" sulle concessioni demaniali delle spiagge all'allentamento del patto di stabilità per i Comuni veneti colpiti dal maltempo, fino al "consolidamento" degli lsu calabresi.
La riforma operata con la Legge Delrio ha avuto il merito di chiudere un dibattito in corso sin dal 1990, introducendo nell’ordinamento la Città metropolitana quale ente deputato ad un governo ottimale del territorio delle grandi aree urbane del Paese. Purtroppo la riforma è stata frenata sul nascere dalle impellenti esigenze di finanza pubblica, andando a scontrarsi quindi con rigidi vincoli di bilancio. I nuovi enti si sono trovati ad operare in un contesto di forte criticità per i sacrifici richiesti in termini di concorso agli obiettivi di finanza pubblica e a causa del calo delle principali entrate proprie, a seguito della crisi del mercato dell’auto, nonché di quelle derivate dalle regioni. A questi fattori si sommano quelle connesse alle sanzioni per lo sforamento degli obiettivi di patto di stabilità 2014, causato dei tagli operati con il DL 66 e per l'assenza di una revisione degli obiettivi programmatici per l’anno. Il Dl 78 in conversione accoglie le proposte del comparto solo in merito alla rinegoziazione dei mutui ed allo sconto sulle sanzioni, che dal punto di vista finanziario, potrebbero essere ridotte, se non azzerate, per effetto dell’esclusione dallo sforamento dei pagamenti effettuati nel 2014 per gli investimenti in edilizia scolastica.
“Noi sindaci, che gestiamo le nuove province, siamo già sulla graticola per l’impossibilità di garantire la manutenzione di scuole e strade. La mobilitazione dei lavoratori e la richiesta d’impegno rivolta ai candidati alle elezioni regionali hanno sacrosante ragioni. Servono risorse per attuare la legge Delrio. Vanno garantiti i bisogni irrinunciabili delle comunità e le prospettive del personale. Il Governo deve dare un segnale concreto a partire dal decreto enti locali”.
Pubblichiamo in allegato i documenti approvati dal CAL Toscana sulla drammatica situazione delle Province, ormai in gran parte sull'orlo del default. Come sottolineato dal Cal Toscana, si tratta di una situazione che riguarda pressoché tutto il territorio nazionale ed è evidente il rischio generalizzato di un fallimento della Legge Delrio e del disegno di riforma connesso, denunciato anche dalla Corte dei Conti nella sua ultima relazione.
Si sono conclusi il 16 aprile gli incontri bilaterali programmati con le Regioni sul processo di attuazione della legge Delrio. “Questi incontri informali - ha dichiarato in una nota Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato agli Affari regionali - si sono dimostrati molto utili consentendoci di approfondire il lavoro svolto dai singoli Osservatori regionali e di fare il punto sullo stato di avanzamento delle leggi regionali di riordino delle funzioni che, sebbene con velocità diverse, ormai in tutte le Regioni italiane si avvicinano all'approvazione”.
L'ANCI, l'UPI e il CINSEDO della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, rispettivamente con note del 6 marzo 2015 e dell'11 marzo 2015, hanno posto alcune questioni di carattere applicativo ed interpretativo in materia di ricollocazione del personale delle province e delle città metropolitane, richiamando i contenuti delle linee guida fornite in materia dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie (circolare n. 1/2015). Al fine di chiarire alcuni degli aspetti che le amministrazioni hanno segnalato come particolarmente rilevanti nell'applicazione della disciplina normativa, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alcune indicazioni tecniche.
La Conferenza Stato-Città ha licenziato il riparto del Fondo di solidarietà comunale con i relativi tagli e il riparto del contributo a carico delle Città metropolitane e delle Province. In allegato il report della seduta della Conferenza Stato-città, e le note metodologiche con i parametri relativi ai Comuni e a Province e Città metropolitane.
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