Pubblichiamo lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l'esercizio in forma obbligatoriamente associata delle funzioni fondamentali dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Lo schema di DPCM è composto da due articoli, che prevedono la decorrenza dell'obbligo di esercizio mediante convenzione o unione nonché il limite demografico minimo per l'esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali.
Il sistema regionale delle autonomie locali, ossia l'articolazione dei rapporti tra regioni ed enti locali, delineato dalla riforma costituzionale 3/2001 ha reso indispensabile l'introduzione di nuove forme di coordinamento tra i due livelli di governo. L'inserimento, all'art. 123, c. 4, del Consiglio delle Autonomie Locali, quale organo di consultazione costituzionalmente necessario è la naturale appendice di una riforma che ha consacrato la pari dignità costituzionale di Comuni, Province, Regioni, Città metropolitane e Stato e costituzionalizzato il principio di sussidiarietà. Il dossier pubblicato in allegato, curato da Legautonomie, evidenzia le differenze, sia sul piano della composizione che delle funzioni, che hanno caratterizzato l’attuazione della scarna previsione costituzionale.
Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi è stato eletto oggi coordinatore nazionale dei Consigli delle Autonomie Locali. Filippeschi è presidente del CAL della Regione Toscana e presidente nazionale di Legautonomie. L'organismo è composto da sindaci e presidenti di provincia e rappresentativo di Comuni, Province e Comunità Montane nel rapporto con la Regione, ed previsto dall'articolo 123 della Costituzione, con la riforma federalista del Titolo Quinto. Il coordinamento, nato dalla riunione svolta oggi a Palazzo San Claudio della Camera dei Deputati, associa i Consigli già costituiti e si accrediterà presso il Parlamento e il Governo e presso la Conferenza delle Regioni.
Dopo dieci anni di vigenza della legge costituzionale n. 3/2001, che riforma il Titolo V Parte II della Costituzione, due questioni di portata straordinaria investono oggi gli enti locali: l’indifferibile necessità di pervenire alla approvazione della Carta delle Autonomie, ovvero della nuova legge generale sugli enti locali e il grande capitolo del federalismo fiscale, con l’emanazione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui alla legge n. 42 del 2009. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Toscana e Presidente nazionale di Legautonomie, e Germano Scarafiocca, avvocato in Pisa, in un articolo estratto da “Federalismi” del 24 maggio 2011, affrontano il tema dei Cal, i Consigli delle autonomie locali, previsti dall'art.123 c.4 della nostra Costituzione, approfondendone il quadro costituzionale e l’origine dell’istituto, le diverse esperienze dei nuovi statuti, fino a delineare alcune prospettive capaci di rafforzare il ruolo dei Consigli delle autonomie. In allegato il testo completo a cura di Filippeschi e Scarafiocca.
Rendiamo disponibile la relazione sui tema dei controlli interni svolta dal prof. Giuseppe Farneti, ordinario di Economia aziendale Università di Bologna, nell'ambito del seminario organizzato dalla Corte dei Conti della Lombardia (Milano, 7 giugno 2011)
Il documento che alleghiamo è stato presentato il 13 aprile 2011 dal Comitato Nazionale delle Circoscrizioni nel corso dell'audizione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati sulla Risoluzione 7-00506 Bressa (decentramento amministrativo comunale). Come ulteriore contributo uniamo, inoltre, un "atto di indirizzo" approvato all'unanimità il 29 marzo 2011 dall'Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, volta a sostenere le richieste del Comitato nazionale delle circoscrizioni e ad assumere posizioni di difesa del decentramento amministrativo comunale quale spazio di democrazia e buone pratiche.
Nell'ambito dell'esame della risoluzione 7-00506 Bressa sul decentramento amministrativo comunale Legautonomie audita in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati. All'incontro, svoltosi il 13 aprile, hanno preso parte in rappresentanza dell'Associazione il direttore Loreto Del Cimmuto e l'assessore al Comune di Pisa al decentramento e partecipazione, David Gay, il quale è intervenuto illustrando i contenuti del documento depositato da Legautonomie, che di seguito alleghiamo.
Nel 2009 il Comune di Arezzo ha avviato un processo partecipativo finalizzato a tratteggiare un nuovo assetto del decentramento. Come noto, l'attuale assetto normativo impedisce ai Comuni delle dimensioni demografiche di Arezzo (popolazione inferiore a 250.000) di istituire i Consigli di Circoscrizione così come li abbiamo conosciuti negli oltre 30 anni di esperienza. Il processo si è recentemente concluso con l'approvazione in Consiglio comunale dei "Criteri generali per l'attuazione del nuovo decentramento partecipato" (deliberazione n. 47 del 28.3.2011). In allegato il testo approvato.
Alleghiamo il documento di Legautonomie votato all'unanimità dai partecipanti al convegno dedicato al decentramento e alle partecipazione (Pesaro 20 marzo 2009). L’appuntamento di Pesaro, che Legautonomie ha promosso con il Comune di Pesaro, si è rivolto agli amministratori dei comuni, ai rappresentanti delle circoscrizioni e delle altre forme di decentramento e partecipazione, e ha inteso offrire un momento di confronto e di socializzazione delle esperienze già realizzate, e di quelle che proprio in questi mesi le amministrazioni comunali stanno ponendo in essere, intervenendo sugli statuti e sui regolamenti comunali. Nel corso dei lavori del convegno sono stati presentati i risultati di una indagine sulle forme di decentramento e di partecipazione realizzate dai comuni relativa ad un campione rappresentativo di comuni tra i 30.000 e i 100.000.
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