E' stato firmato tra i sindacati e l'Aran, l'Agenzia di rappresentanza della pubblica amministrazione nelle trattative sui contratti di lavoro, l'accordo che riduce i comparti del pubblico impiego dagli attuali dodici a quattro. Dopo 17 ore di trattativa i comparti del pubblico impiego si riducono, quindi, di due terzi: in pratica uno sarà la sanità, uno l'ambito conoscenza e dunque scuola e istruzione, uno riunirà le funzioni locali e l'ultimo tutte quelle centrali.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, ieri giovedì, 3 marzo il Nuovo Codice Appalti. Il testo ha incassato così la prima approvazione, seguiranno poi i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e Commissioni parlamentari competenti. L'approvazione definitiva da parte del Parlamento dovrà arrivare entro il 18 aprile prossimo. Obiettivi del decreto con il nuovo codice sono evitare sprechi e corruzione per avere un sistema di appalti pubblici in linea con l'Europa. La parola d'ordine del nuovo testo è "semplificazione": si passa dai 660 articoli del vecchio codice ai 217 del testo attuale. Le legge obiettivo (n. 443 del 2001) viene espressamente abrogata, le regole per le infrastrutture strategiche sono inserite direttamente nel codice. Superpoteri all'Anac e amministrazioni centrali "responsabili", ossia più controllate ma anche responsabilizzate sulle decisioni finali.
Pubblichiamo in allegato il decreto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, sulla trasparenza: il Freedom of Information Act.
I piani di razionalizzazione dovranno prevedere l'addio alle società che nell'ultimo triennio hanno fatturato in media meno di un milione di euro, oltre a quelle con più amministratori che dipendenti, ma anche alle società-doppione, che sono cioè attive in settori già coperti da altre partecipate, e a quelle che hanno chiuso 4 degli ultimi 5 bilanci in perdita (a meno che siano attive nei servizi di interesse generale) e alle società che non rientrano in uno dei settori consentiti dalla riforma. Confermate anche le sanzioni (da 5 mila a 500 mila euro) per le amministrazioni che non scrivono i piani di razionalizzazione. Per quanta riguarda le escluse dall'ambito di applicazione della riforma delle partecipate, nell'elenco troviamo Expo-Arexpo, la società che deve gestire la partita dei terreni nella fase post-esposizione, Coni servizi, Invimit, Poligrafico, Sogin, Anas, Invitalia, Eur Spa e il gestore dei servizi energetici (Gse). In allegato il testo unico sulle partecipate «bollinato» dalla Ragioneria generale dello Stato.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 9 febbraio 2016 del Dpcm 23 dicembre 2015, scatta l'obbligo di acquisizione di alcune tipologie di beni e servizi facendo ricorso alle iniziative dei soggetti aggregatori. Il decreto ha individuato le categorie merceologiche di forniture di beni e di servizi che le amministrazioni pubbliche devono acquistare utilizzando le convenzioni centralizzate e gli altri strumenti. L'elenco riportato nel decreto include molti beni in uso nel settore sanitario, ma anche cinque servizi che sono ampiamente utilizzati dagli enti locali e le relative soglie dalle quali parte l'obbligo, che per gli enti locali è posticipato di sei mesi.
Le riforme che alleggeriscono i bilanci degli enti locali non devono rendere impossibile lo svolgimento delle loro funzioni: i tagli "sproporzionati" infatti violano non solo l'autonomia finanziaria delle amministrazioni territoriali, prevista dagli articoli 117 e 119 della Costituzione e il "buon andamento" della pubblica amministrazione tutelato dall'articolo 97, ma più di tutto entrano in conflitto con il principio dell'eguaglianza sostanziale di fronte alla legge fissato dall'articolo 3.
Il primo pacchetto attuativo della riforma della Pa (legge 124/2015, in Gazzetta dallo scorso agosto) ha iniziato il suo percorso al termine di una riunione in notturna dei ministri a palazzo Chigi. Sono undici i provvedimenti arrivati al primo esame e che ora si avviano ai pareri delle commissione parlamentari competenti. Tra i testi un decreto legislativo che anticipa la semplificazione annunciata della Scia, in attesa del provvedimento più ampio che individuerà le attività per le quali sarà prevista l'autorizzazione espressa, e nuove norme contro gli assenteisti (compresa la responsabilità penale per il dirigente che non prende provvedimenti). Non mancano nuove regole sulla trasparenza: si obbligano le amministrazioni a pubblicare in maniera chiara tutti dati di spesa, con particolare riferimento alle retribuzioni dei dirigenti; i cittadini potranno chiedere di conoscere dati e documenti alla Pubblica amministrazione; l'accesso ai dati è gratuito e la richiesta andrà soddisfatta entro trenta giorni.
Il Senato ha approvato a larga maggioranza, 170 i sì, 30 i no e 40 gli astenuti, la legge delega per la riforma degli appalti. Oltre alla maggioranza, hanno preannunciato il voto a favore Fi e Ala, mentre si sono astenuti Lega, Cor e Sel. Voto contrario invece da M5S che ha criticato in particolare le modifiche introdotte alla Camera. Il decreto legislativo chiamato ad attuare i principi contenuti nella delega in norme cogenti dovrà essere approvato entro il 18 aprile, data in cui scade il termine per recepire le tre direttive europee (la 23, la 24 e la 25/2014).
"La riforma concernente l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni e degli enti locali è entrata in vigore in questo anno sia pure con i ritardi e le incertezze derivanti dalla grave criticità del quadro finanziario di riferimento e dalle ulteriori complicazioni determinate dal riordino delle province. Si tratta di un importante passo avanti sul terreno della conoscenza, dell’omogeneizzazione e del consolidamento dei conti pubblici quali elementi fondamentali ai fini del governo della finanza pubblica". In allegato l'articolo di Mario Collevecchio, esperto Legautonome, pubblicato su Italia Oggi il 23 ottobre 2015.
E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 14 settembre 2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione recante "criteri per la mobilità del personale dipendente a tempo indeterminato degli enti di area vasta dichiarato in soprannumero, della Croce rossa italiana, nonché dei corpi e servizi di polizia provinciale per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale".
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