Il decreto-legge n. 174/2012 reca disposizioni volte a favorire la trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali, nonché a riequilibrare la situazione finanziaria di enti locali in difficoltà, nell’obiettivo di assicurare negli enti territoriali una gestione amministrativa e contabile efficiente e trasparente, in un quadro generale che vede le regioni e gli enti locali chiamati a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, al consolidamento dei conti e al rispetto del principio del pareggio di bilancio. Il provvedimento reca inoltre alcune disposizioni concernenti la fiscalità locale, nonché in favore dei soggetti interessati dagli eventi sismici del maggio 2012.
Le autonomie locali sono impegnate da anni, in proporzione assai più rilevante che per altri comparti del settore pubblico e con autoriforme sostanziali, per il risanamento finanziario dello Stato. Oggi siamo di fronte al mancato assolvimento degli impegni assunti dai governi, mentre i vincoli indifferenziati ancora posti alla spesa e soprattutto a quella per investimenti inibiscono le necessarie innovazioni, abbassano il livello di qualità della vita nei territorio, logorano il rapporto fra governi locali e cittadini e sono parte delle cause di depressione economica. La stessa fase di riordino istituzionale avviata dalla legge Delrio non potrà essere adeguatamente gestita dal sistema delle autonomie se non torneremo ad affrontare organicamente il tema del federalismo fiscale, e quindi di una base dell'autonomia finanziaria e fiscale dei comuni che faccia perno soprattutto sull'imposizione immobiliare.
Si concluderà il 30 settembre l’indagine per la realizzazione del 16° Rapporto nazionale sulla formazione dei dipendenti pubblici. L'indagine è finalizzata a fotografare le attività formative svolte nel 2012 e nel 2013.
Il Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto scorso ha approvato il disegno di legge con la delega al Governo per l’attuazione delle nuove direttive Ue in materia di appalti, ossia la direttiva europea 2014/23 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, la 2014/24 sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e la 2014/25 sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE.
É stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 190 del 18-8-2014 - Suppl. Ordinario n. 70) la Legge 11 agosto 2014, n. 114 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari". Il decreto legge sulla Pubblica amministrazione è stato approvato dalla Camera il 7 agosto scorso con 303 voti a favore, 163 i contrari, 9 gli astenuti. La riforma della Pa è passata in entrambi i rami del Parlamento con tre fiducie in una settimana.
“L'approvazione da parte della Camera del decreto di riforma della Pubblica amministrazione è un segnale importante per il nostro Paese, che richiede una rivoluzione in questo settore. E' un primo tassello di una riforma più ampia che arriverà in Parlamento a settembre, con la legge delega, ma contiene interventi propedeutici, come le centrali uniche di committenza o regole per la digitalizzazione, ad una riforma profonda ed innovativa. Dunque il cantiere è ancora aperto e per i comuni si dovranno soddisfare esigenze di autonomia, flessibilità e rinnovamento che oggi sono ancora disattese”. Così il presidente di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, sull'approvazione del decreto sulla PA.
A seguito dell’accoglimento di alcuni ordini del giorno, l’Assemblea della Camera ha licenziato per il Senato (voti a favore 286, 132 i contrari, due gli astenuti) il disegno di legge di conversione del decreto-legge per la semplificazione e la trasparenza amministrativa sull'approvazione, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia (C.2486-A/R).
La conferenza Stato-città ha sancito un accordo sull’obbligo per i Comuni di ricorrere alle Centrali uniche di committenza; è stato approvato un documento concordato governo-enti locali che posticipa l’entrata in vigore della norma (secondo quanto previsto dal DL 66/2014, convertito in L. n. 89/2014). Si rimanda così all’1 gennaio 2015 l’applicazione della norma per l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni e al 1 luglio 2015 l’applicazione di quella riguardante gli appalti dei lavori pubblici. Inoltre, si stabilisce che nel frattempo gli atti compiuti dai Comuni sono fatti salvi e si da’ indicazione all’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici di rilasciare i Cig (Codici identificativi gara).
In allegato i testi del decreto-legge e del disegno di legge di Riforma della PA come entrati nel Consiglio dei Ministri del 13 giugno. Molti i temi trattati, oltre quello del pubblico impiego: edilizia privata, controversie amministrative sugli appalti pubblici, procedure di approvazione degli interventi pubblici e privati sul territorio (conferenze di servizi), responsabilità solidale, prescrizioni mediche.
In allegato i criteri di delega per la riforma del Codice appalti, indicati dalla commissione presieduta dal sottosegretario Nencini. Da queste indicazioni dovrebbe essere elaborato un provvedimento da sottoporre ad un prossimo Consiglio dei Ministri.
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