Il Presidente di Legautonomie e sindaco di Pesaro Matteo Ricci ad alzo zero contro il decreto sicurezza: «In verità sarebbe più giusto chiamarlo decreto insicurezza. Da Salvini solo propaganda. Nei prossimi giorni avremo centinaia di richiedenti asilo in giro per le città. Questi sono gli effetti. Come al solito la realtà dovranno gestirla i sindaci e i Comuni». Il Presidente di Legautonomie si riferisce al caos post legge nelle strutture di accoglienza. Dopo la cancellazione della protezione umanitaria. Indicando una lettera: “L’abbiamo appena ricevuta da un centro di Pesaro. Ci informa che da lunedì usciranno 41 persone. Tagliati fuori di punto in bianco dallo Sprar. Non si sa dove andranno a dormire. Non si sa di cosa vivranno. Di sicuro non saranno espulsi né rimpatriati, come aveva annunciato Salvini. Ci si lamenta degli assembramenti al Miralfiore e di quelli al Monumento alla Resistenza. Ma con questa politica, invece di migliorare le cose, rischiamo solo di peggiorarle”. Secondo Ricci, “tagliare sulle reti Sprar significa tagliare sull’integrazione, sull’insegnamento dell’italiano, sul volontariato. Il risultato saranno tante persone in giro per le città, dalla sera alla mattina. Clandestini senza alcuna possibilità di integrazione. Che molto probabilmente dovranno vivere di espedienti, avvicinandosi alla fascia dell’illegalità e alla microcriminalità. Come sindaci lo avevamo detto. Quello che sta succedendo dimostra che avevamo ragione. Siamo molto preoccupati e arrabbiati”.
E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.200 del 27 agosto 2016 il Decreto 10 agosto 2016 del Ministro dell’Interno che ha per oggetto modalità e procedure per il nuovo funzionamento dello SPRAR, a partire dai contenuti dell’Intesa tra Governo, Regioni ed enti locali del 10 luglio 2014 al fine di attuare un sistema unico di accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale attraverso l’ampliamento della rete Sprar.  
E' stato presentato il 13 luglio a Roma, presso la Sala Conferenze dell'Anci, il Rapporto Annuale 2015 del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar). Il Rapporto riporta i dati significativi sul Sistema di Protezione per l'anno 2015, e approfondisce alcuni aspetti qualitativi del sistema Sprar, tra cui i servizi e le modalità di accoglienza, l'organizzazione delle equipe dei singoli progetti, l'attività formativa per gli operatori. Dal Rapporto emerge ancora rafforzato il ruolo degli enti locali come protagonisti del Sistema pubblico di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Sono 29.761 le persone accolte nello SPRAR nel 2015. I progetti hanno messo a disposizione 21.613 posti di accoglienza con una rete di 376 enti locali titolari di progetto (339 comuni, 29 province e 8 unioni di comuni) per circa 800 Comuni coinvolti nell'accoglienza.  
Sul sito del Ministero dell'Interno, il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione ha pubblicato un bando per la presentazione di progetti relativi all’accoglienza di richiedenti/titolari di protezione internazionale e dei loro familiari, nonché degli stranieri e dei loro familiari beneficiari di protezione umanitaria per 10.000 posti a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Le domande Presentazione delle domande di contributo da parte degli enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza di richiedenti e di titolari di protezione internazionale ed umanitaria, biennio 2016 - 2017  
Le nuove norme contenute nel decreto legislativo varato quest’estate che recepisce la direttiva accoglienza sembrano orientate ad un superamento dei CARA (centri d’accoglienza per i richiedenti asilo) e alla costruzione di un sistema d’accoglienza integrato e diffuso, secondo il modello sviluppato all’interno della rete di progetti del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar). Il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati si fonda, appunto, su un modello di accoglienza diffusa che trova il suo perno negli enti locali. Nel 2014, secondo il rapporto annuale SPRAR, sono stati 432 i progetti di inserimenti presentati, 342 i Comuni che hanno aderito al sistema, 31 province e 8 unioni di Comuni. I progetti si presentano su base volontaria e hanno accesso al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l’asilo.  
Gli enti locali potranno presentare domanda di contributo per attivare servizi per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il Dm, annunciato sul sito del ministero dell'Interno, e in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, contiene le modalità di presentazione delle richieste.  
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