Dal 2 settembre le famiglie in difficoltà potranno richiedere il sostegno per l'inclusione attiva (Sia), sostegno economico che verrà erogato attraverso l'attribuzione di una carta di pagamento elettronica, utilizzabile per l'acquisto di beni di prima necessità. Il Dm Lavoro 26 maggio 2016 prevede un ruolo fondamentale dei Comuni nell'accompagnare i cittadini ad usufruire della misura sociale volta al superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all'inclusione sociale.
E' stato presentato lunedì 25 luglio il primo numero di “50Pagine. Quaderni delle Autonomie”, pubblicazione on line realizzata da Legautonomie Piemonte a cura dalla direttrice Marita Peroglio e del presidente Francesco Casciano, sul tema del "Gioco d’azzardo e ludopatia. I Comuni entrano 'in gioco'". La pubblicazione realizzata con il contributo di Legautonomie nazionale e Legautonomie Lombardia, propone un focus preciso attraverso il quale invitare i Comuni piemontesi a dibattere il tema del gioco d’azzardo e della ludopatia con i loro cittadini e ad agire in modo concreto sia sul fronte della regolamentazione del gioco d’azzardo lecito con atti amministrativi di loro competenza (orari, norme urbanistiche, norme edilizie) sia sul fronte del contrasto alla ludopatia. Negli ultimi anni, Legautonomie, ha promosso numerose iniziative sul gioco d’azzardo, a partire dalla campagna "Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo", organizzata insieme con Terre di Mezzo e Scuola delle Buone Pratiche; per arrivare alla raccolta di firme dei sindaci su una Proposta di Legge di Iniziativa popolare per la Tutela della Salute degli Individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro-giochi d’azzardo, elaborata con l’apporto di amministratori, associazioni, giuristi, studiosi dell’antiriciclaggio e presentata l’8 Aprile 2014, alla Presidente della Camera Boldrini, con le oltre 93 mila firme raccolte in oltre 411 comuni italiani; per finire con numerosi convegni e seminari sul tema. Legautonomie Piemonte riparte da questi primi risultati per rilanciare la campagna contro il gioco d’azzardo, dedicando a questo tema il primo numero di "50pagine - Quaderni delle Autonomie".  
Pubblichiamo in allegato l'articolo di Paolo Di Giacomo, area welfare di Legautonomie, sul reddito di inclusione e il ddl “delega recante norme relative al contrasto alla povertà e al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” approvato dalla Camera lo scorso 14 luglio.  
È all’attenzione dell’Aula della Camera il disegno di leggeper il contrasto della povertà (C3594-A). Il ddl è diretto a: contrastare la povertà e l'esclusione sociale, ampliare le protezioni fornite dal sistema delle politiche sociali per renderlo più adeguato rispetto ai bisogni emergenti e più equo e omogeneo nell'accesso alle prestazioni. A tal fine, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della delega, uno o più decreti legislativi recanti: - l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà; - il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà sottoposte alla prova dei mezzi; - il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali.
Pochi giorni fa il Governo ha approvato lo “Schema di disegno di legge di delega recante le norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali”, cosiddetto “ddl povertà”. Lo schema di disegno di legge si pone in continuità con la Legge di Stabilità, all’interno della quale, come già analizzato, è previsto un Fondo di 600 milioni di euro per l’anno 2016 e 1 miliardo per il 2017.
Il ministro Poletti ha lanciato il progetto di un sostegno economico pari a circa 320 euro al mese per "280 mila famiglie, 550 mila bambini e quasi 1 milione e 150 mila persone". Ma la legge di Stabilità ha stanziato a regime solo 1,5 miliardi di euro l'anno. Troppo poco secondo l'Alleanza contro la povertà: per raggiungere questi obiettivi bisogna investire 7 miliardi di euro (contro gli 1,5 messi sul piatto dal governo) e fornire gli strumenti adeguati ai servizi di welfare locale.  
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 20 gennaio presieduta da Stefano Bonaccini, ha approvato un documento sul ruolo delle Regioni nelle politiche di inclusione sociale attiva nella strategia Europa 2020 e nell’ambito del piano nazionale di contrasto alla povertà. Il documento è stato oggetto di specifici approfondimenti da parte di tre Commissioni della Conferenza delle Regioni: la Commissione istruzione e lavoro (coordinata dalla Regione Toscana), la Commissione politiche sociali (coordinata dalla Regione Molise) e la commissione affari comunitari e internazionali (coordinata dalla regione Umbria) ed era già stato preannunciato e illustrato in linea di massina dal Presidente della Toscana, Enrico Rossi. Il documento è stato inviato dal presidente Bonaccini al ministro Giuliano Poletti, ed è stato pubblicato sul sito www.regioni.it. In allegato il documento approvato.  
È stato pubblicato sul sito della Finanza locale il Dpcm del 29 dicembre 2015 che assegna a 86 enti locali, che ne hanno fatto richiesta in base al comunicato del Viminale del 19 agosto 2015, il contributo erariale previsto dal comma 13-quater dell'articolo 8 del Dl 78/2015. Si tratta di 30 milioni di euro, da ripartire tra province e città metropolitane, per le esigenze relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali e per i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli studenti con handicap o in situazione di svantaggio. La Direzione centrale della Finanza locale, quando il decreto avrà avuto il via libera dalla Corte dei conti, provvederà ad attribuire le risorse.
"Può un intervento rappresentare quanto di meglio sia mai stato realizzato in un determinato settore e, allo stesso tempo, risultare ancora lontano da ciò di cui ci sarebbe bisogno? Nella lotta alla povertà, la risposta è affermativa: si può sintetizzare così, infatti, il disegno di legge di stabilità presentato dall’Esecutivo Renzi. Sinora i Governi, di centrodestra come di centrosinistra, avevano sempre dichiarato profonda preoccupazione per gli ultimi, espresso l’intenzione di sostenerli e poi – al momento delle scelte – volto lo sguardo altrove. Da quando, infatti, all’inizio degli anni 90, la necessità di migliori politiche contro la povertà è divenuta palese, gli Esecutivi susseguitisi hanno attivato perlopiù misure temporanee – sperimentazioni". Pubblichiamo in allegato l'articolo di Cristiano Gori uscito sul Sole 24 Ore del 1° novembre 2015.  
Il settore salute e politiche sociali della segreteria della Conferenza delle Regioni ha elaborato schede di sintesi sulle principali disposizioni contenute del Ddl di stabilita 2016 in materia di welfare. In particolare sono analizzati i contenuti dell’articolo 24, relativo alla lotta alla povertà, dell’articolo 25, relativo alle non autosufficienza e alla adozioni internazionali, infine sono riassunti in una tabella gli stanziamenti previsti dalla tabella C: dal servizio civile alle politiche per la famiglia, dalle pari opportunità all’assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza, dal fondo per le politiche sociali a quello per l’infanzia e l’adolescenza, al fondo per le politiche giovanili.
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