Diritti negati è il titolo del IX rapporto Caritas-Zancan che ci consegna un quadro dell’Italia sempre più povera: sono 8,3 milioni i cittadini che vivono in povertà ( 2010) rispetto ai 7,8 milioni dell’anno precedente. In totale sono quasi 3 milioni le famiglie povere nel 2010 ( dati istat 2011). Le più colpite sono famiglie numerose, monogenitoriali e del Sud.
Forte incremento delle entrate tributarie (31,5%) ed extratributarie e da tariffe (+ 14% circa) previste, moderata crescita della spesa corrente (attorno ai 2-3 punti percentuali, se si esclude Roma dal calcolo dell'andamento medio), immobilismo degli investimenti (-0,9%), di fatto sostenuti esclusivamente dai “grandi Comuni”. Riduzione dell'incidenza della spesa per il welfare “allargato” (servizi sociali, cultura, istruzione, sport e tempo libero) e per il sociale in senso stretto, sul totale della spesa corrente, rispettivamente del 2,4% e dell'1,1%. Sono alcuni dei risultati della ricerca che Legautonomie ha presentato venerdì 8 ottobre a Genova durante il convegno nazionale “Gli enti locali fra manovre finanziarie ed emergenze sociali - Idee e proposte per il nuovo welfare”.
Pubblichiamo il documento di Legautonomie presentato nel corso del convegno sul welfare (Genova, 7 ottobre 2011). "Il sistema delle autonomie si trova nell’esatto punto d’intersecazione dei due assi dell’innovazione istituzionale e sociale con cui sta facendo i conti il nostro Paese, vale a dire quello della distribuzione dei poteri e delle competenze lungo l’asse verticale delle istituzioni repubblicane e quello della traslazione orizzontale di importanti e rilevanti attività pubbliche dallo stato alla società civile, ai corpi intermedi,alle formazioni sociali ..." (scarica il documento allegato).
Relazione introduttiva di Roberta Papi, Assessore alle Politiche Socio Sanitarie del Comune di Genova e componente Ufficio Presidenza Legautonomie, svolta durante il Convegno nazionale "Gli enti locali fra manovre finanziarie ed emergenze sociali. Idee e proposte per il nuovo welfare" (Genova, 7 ottobre 2011). "Quando qualche mese fa abbiamo deciso di promuovere questo convegno, lo abbiamo fatto perché mossi da una crescente preoccupazione relativamente alle sorti del nostro sistema di welfare ma certamente nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che ci saremmo trovati di fronte ad una situazione così drammatica ..." (scarica il testo in allegato).
Giunge alla quarta edizione il Premio Amico Famiglia, iniziativa promossa dal Dipartimento delle Politiche per la famiglia e diretta ad innescare una virtuosa competizione tra soggetti sia pubblici che privati nella presentazione dei migliori progetti a sostegno della famiglia.
In base a valutazioni SVIMEZ nel 2010 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno dello 0,2%, in decisa controtendenza rispetto al -4,5% del 2009, ma distante di un punto e mezzo percentuale dalla performance del Centro-Nord (+1,7%). Non va meglio nel medio periodo: negli ultimi dieci anni, dal 2001 al 2010 il Mezzogiorno ha segnato una media annua negativa, -0,3%, decisamente distante dal + 3,5% del Centro-Nord, a testimonianza del perdurante divario di sviluppo tra le due aree.
Pubblichiamo l'analisi prodotta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sugli effetti dei tagli della manovra del Governo sulle politiche di welfare locale.
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.189 del 16 agosto 2011 il decreto 17 giugno 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che stabilisce la "ripartizione del Fondo nazionale per le politiche sociali - anno 2011".
Nota di lettura del Dlgs “Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario”, a cura dello Spi Cgil nazionale, ufficio politiche fiscali e di bilancio
Ricchi eppure poveri: il dato che sfata il mito tradizionale del Nord Italia prospero e del Sud più povero è quello che proviene dalla ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia sul rischio di povertà a livello territoriale. Nella ricerca emerge che molte città del Nord sono quelle con il più alto tasso di persone “povere” nel Belpaese.  
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