"Il Ministro Salvini è provocatorio e confusionario. Della sicurezza se ne deve occupare il ministro dell'Interno. Allora il ministro dell'Interno faccia il ministro dell'Interno. E' un ruolo delicato, in genere il ministro dell'Interno meno parla e meglio è. Noi invece ci ritroviamo nella situazione di avere un ministro che è anche il capo di un partito e per lui il ministero è evidentemente uno strumento politico, perché non perde occasione di litigare con tutti. Siccome in questo momento ce l'ha con la sindaca di Roma Virginia Raggi ha fatto una circolare per creare un conflitto istituzionale. Ricordo a Salvini che esiste da sempre una collaborazione tra i prefetti e i sindaci, che si fa il bene del territorio e dei cittadini se c'è armonia tra le varie istituzioni, se si lavora insieme, non creando conflitti istituzionali, e che una città richiede ordine ma anche socialità e coesione. Questo è il lavoro di sindaci, che non possono essere scavalcati sulle loro competenze". Lo ha detto Matteo Ricci, presidente di ALI-Autonomie Locali Italiane e sindaco di Pesaro, intervenendo a Tgcom24 in merito alla direttiva del Ministero dell'Interno.
I CAL, i Consigli delle autonomie locali, le prospettive di riforma e i problemi attuali delle istituzioni di raccordo nel sistema regionale èil tema del nuovo numero di Governare il Territorio, il mensile online di Legautonomie.
Con la riforma degli enti locali, approvata nel 2014, è profondamente mutato l'assetto ordinamentale delle autonomie territoriali: sono state ridefinite le funzioni e le modalità di elezione degli organi provinciali ed istituite le città metropolitane. Le province hanno così assunto il ruolo di enti di area vasta e i relativi organi – il presidente della provincia ed il consiglio provinciale - sono divenuti organi elettivi di secondo grado; analogo impianto è stato seguito per il consiglio nelle città metropolitane.
Le recenti elezioni politiche sono state davvero sconvolgenti. Se nel 1994 registravamo la scomparsa di tutti i partiti che avevano segnato 50 anni di vita repubblicana,  questa volta registriamo il drastico fine corsa dei soggetti nati dalla stagione che appunto si aprì in quell'anno: l'Ulivo/PD da un lato e Forza Italia /Pdl dall'altro. Questi soggetti potranno anche sopravvivere ma non saranno mai più gli stessi. Sono elezioni dove la dimensione politica locale è apparsa rimanere ai margini e i responsabili politici locali  sono sembrati in questo contesto irrilevanti. Eppure mai elezioni sono state caratterizzate da un dato  tanto prevalente : fenomeni globali capaci di scaricare  i loro effetti nella dimensione strettissima del quartiere, del caseggiato, della famiglia, capaci di cambiare l’idea di democrazia nelle persone.