Con la riforma degli enti locali, approvata nel 2014, è profondamente mutato l'assetto ordinamentale delle autonomie territoriali: sono state ridefinite le funzioni e le modalità di elezione degli organi provinciali ed istituite le città metropolitane. Le province hanno così assunto il ruolo di enti di area vasta e i relativi organi – il presidente della provincia ed il consiglio provinciale - sono divenuti organi elettivi di secondo grado; analogo impianto è stato seguito per il consiglio nelle città metropolitane.
Le recenti elezioni politiche sono state davvero sconvolgenti. Se nel 1994 registravamo la scomparsa di tutti i partiti che avevano segnato 50 anni di vita repubblicana,  questa volta registriamo il drastico fine corsa dei soggetti nati dalla stagione che appunto si aprì in quell'anno: l'Ulivo/PD da un lato e Forza Italia /Pdl dall'altro. Questi soggetti potranno anche sopravvivere ma non saranno mai più gli stessi. Sono elezioni dove la dimensione politica locale è apparsa rimanere ai margini e i responsabili politici locali  sono sembrati in questo contesto irrilevanti. Eppure mai elezioni sono state caratterizzate da un dato  tanto prevalente : fenomeni globali capaci di scaricare  i loro effetti nella dimensione strettissima del quartiere, del caseggiato, della famiglia, capaci di cambiare l’idea di democrazia nelle persone.