E' stato presentato lunedì 25 luglio il primo numero di “50Pagine. Quaderni delle Autonomie”, pubblicazione on line realizzata da Legautonomie Piemonte a cura dalla direttrice Marita Peroglio e del presidente Francesco Casciano, sul tema del "Gioco d’azzardo e ludopatia. I Comuni entrano 'in gioco'". La pubblicazione realizzata con il contributo di Legautonomie nazionale e Legautonomie Lombardia, propone un focus preciso attraverso il quale invitare i Comuni piemontesi a dibattere il tema del gioco d’azzardo e della ludopatia con i loro cittadini e ad agire in modo concreto sia sul fronte della regolamentazione del gioco d’azzardo lecito con atti amministrativi di loro competenza (orari, norme urbanistiche, norme edilizie) sia sul fronte del contrasto alla ludopatia. Negli ultimi anni, Legautonomie, ha promosso numerose iniziative sul gioco d’azzardo, a partire dalla campagna "Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo", organizzata insieme con Terre di Mezzo e Scuola delle Buone Pratiche; per arrivare alla raccolta di firme dei sindaci su una Proposta di Legge di Iniziativa popolare per la Tutela della Salute degli Individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro-giochi d’azzardo, elaborata con l’apporto di amministratori, associazioni, giuristi, studiosi dell’antiriciclaggio e presentata l’8 Aprile 2014, alla Presidente della Camera Boldrini, con le oltre 93 mila firme raccolte in oltre 411 comuni italiani; per finire con numerosi convegni e seminari sul tema. Legautonomie Piemonte riparte da questi primi risultati per rilanciare la campagna contro il gioco d’azzardo, dedicando a questo tema il primo numero di "50pagine - Quaderni delle Autonomie".  
Le cosiddette VLT, cioè le sale per videolotterie, sinora assoggettate alla licenza rilasciata in base all'articolo 88 del Tulps dalla questura, ora necessitano anche della Scia presentata al Comune, poichè quest'ultima attiene a presupposti e requisiti diversi, come la verifica della conformità urbanistico-edilizia, igienico-sanitaria dei locali e soprattutto della distanza da luoghi sensibili imposta da diverse leggi regionali. I giudici di Palazzo Spada ribadiscono anche un altro principio già affermato nella materia dei giochi, che rischiano di generare ludopatia: anche per le videolotterie vale la distanza minima da osservarsi da luoghi sensibili, quali ospedali, scuole, centri sportivi, luoghi di aggregazione giovanile, proprio allo scopo di proteggere soggetti potenzialmente maggiormente esposti e dunque più vulnerabili come ragazzi, anziani, disabili, infermi.  
“Speriamo che in questi giorni si rimetta mano al testo, è la ragionevolezza che lo dovrebbe suggerire”. Questa l’opinione di Loreto del Cimmuto, direttore generale di Legautonomie, sui contenuti fin qui circolati del decreto attuativo della Delega fiscale che affronta la riforma del settore dei giochi pubblici e che a giorni dovrebbe arrivare sul tavolo del Cdm. “Se così non fosse ci potrebbero essere ricorsi alla Corte Costituzionale e iniziative delle Regioni, ma è un’eventualità tutta da scoprire. Credo che ora si debba puntare a correggere il decreto. Noi insisteremo per questo”. Tra i punti più dibattuti del dlgs il rapporto fra Riserva statale e competenze degli enti locali.  
"Abbiamo raccolto dai comuni la richiesta di parlare e di fare qualcosa insieme sul gioco”. Lo sottolinea Angela Fioroni di Legautonomie Lombardia, a seguito dell'incontro con il sottosegretario Baretta, per discutere del decreto sul gioco d'azzardo che entro due settimane verrà consegnato alle Commissioni parlamentari, e che entro giugno dovrebbe essere approvato definitivamente dal Governo. “Riscontriamo in maniera positiva il fatto che il Governo consideri questo tema come di priorità sociale. Quindi è difficile scindere gli effetti economici da quelli sociali del gioco, per tale motivo la nostra richiesta è di andare a verificare le caratteristiche di questa 'impresa di stato'.  
La crisi c'è, ma non per il gioco d'azzardo. I numeri parlano chiaro: 100 miliardi è il fatturato (4% del PIL nazionale) dell'industria del gioco d'azzardo; 8 sono i miliardi di tasse corrispondenti; 400.000 sono le slot-machine dislocate nel territorio nazionale; oltre 6000 i locali e agenzie autorizzate.  
Legautonomie è impegnata da tempo, in collaborazione con Terre di Mezzo, a promuovere l'adesione da parte degli Enti Locali al Manifesto degli amministratori a contrasto del gioco d'azzardo, con l'obiettivo di contrastare una pratica che sempre più sta prendendo piede nel nostro Paese tanto da contare 800.000 giocatori definiti “problematici”, cioè a rischio dipendenza dal gioco d’azzardo, e 15 milioni di giocatori abituali di cui 3 milioni a rischio patologico. Il Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco di azzardo che Legautonomie Lazio sta promuovendo sull'intero territorio regionale è innanzitutto uno strumento di sensibilizzazione contro una pratica che preoccupa molto le amministrazioni locali proprio per le ricadute sociali, relazionali ed economiche, sulle proprie comunità. L'iniziativa si svolgerà a Formia, Comune che da un anno e mezzo ha manifestato la sua sensibilità alla problematica, tanto tanto da adottare un regolamento ad hoc per disciplinare le sale da gioco e gli stessi giochi leciti.  
La capillare diffusione di giochi leciti ha determinato, in diversi casi, una degenerazione patologica del fenomeno del gioco, con ricadute negative sulla collettività e sulle famiglie, e con costi sociali notevoli che si ripercuotono anche sul sistema delle amministrazioni locali. Nella sola città di Napoli operano, ad oggi, 106 sale gioco mentre il numero degli esercizi commerciali ove sono installati giochi leciti arriva a ben 2.115 unità. Il gioco d’azzardo è l’unico settore che non conosce contrazione né crisi: con 100 miliardi di fatturato (4% del PIL nazionale) il gioco d’azzardo è di fatto la terza industria italiana, 8 sono i miliardi di tasse corrispondenti, i dati parlano del 12% della spesa delle famiglie italiane, del 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, del 4,4% del mercato mondiale, di 400.000 slot-machine e di 6.181 locali e agenzie autorizzate. Ancora: 15 milioni sono i giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici. La spesa necessaria per curare i dipendenti dal gioco patologico è pari a 5-6 miliardi l’anno.  
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