Nei primi sei mesi del 2018 il Reddito d’inclusione (Rei) ha toccato "267 mila nuclei familiari raggiungendo 841 mila persone". A questi si aggiungono i trattamenti per il sostegno all’inclusione attiva, ancora non trasformati in Rei, "erogati ad ulteriori 44 mila nuclei". Lo rileva l’Inps, spiegando come nel complesso siano "stati raggiunti dalle misure contro la povertà circa 311 mila nuclei con il coinvolgimento di oltre un milione di persone". La maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del Sud (70%), ha spiegato l'inps.
Senza l'apporto degli immigrati il sistema pensioni non regge. Ed il problema, "serissimo", non si porrà tra 10 anni ma è immediato. A lanciare l'allarme il presidente dell'Inps Tito Boeri, dal palco del Festival del Lavoro. Un'allerta, di Boeri, che arriva insieme ad un apprezzamento al governo per l'operazione vitalizi e gli intenti sugli assegni d'oro ed ad un'altro warning, quello su quota 100, definita "un grave fardello". Con il calo dei flussi, ha spiegato Boeri, l'arrivo di migranti "comincia ad essere non più sufficiente" a controbilanciare "il calo degli autoctoni. Le previsioni ci dicono che nel giro di pochi anni perderemmo città intere e questo è un problema molto serio per il nostro sistema pensionistico. Anche se gli italiani ricominciano a fare i figli, ci vorranno almeno 20 anni prima che comincino a pagare contributi". "Il problema è serissimo e immediato. Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi".