E' stato pubblicato il documento "L’economia delle regioni italiane - Dinamiche recenti e aspetti strutturali", un'analisi della Banca d'Italia. In base all'indicatore recentemente prodotto dalla Banca d'Italia per tracciare a frequenza trimestrale l'attività economica regionale (ITER), nei primi due trimestri del 2018 la crescita sarebbe proseguita nel Mezzogiorno e nel Nord Ovest e si sarebbe arrestata nel resto del Paese. Gli investimenti hanno continuato a crescere in tutte le aree. Si è indebolito il sostegno della domanda estera: le esportazioni hanno rallentato in tutte le aree, specie al Centro.
Dopo l’accordo politico che le Regioni avevano raggiunto a febbraio, è arrivata l’intesa sulla ripartizione del Fondo Sanitario 2018. "Complessivamente 110,1 miliardi di euro, in gran parte per il così detto fondo indistinto, a cui bisogna aggiungere 1,1 miliardi di euro per i fondi vincolati agli obiettivi del piano sanitario” ha preannunciato il vicepresidente Giovanni Toti, Presidente della Liguria, al termine della Conferenza delle Regioni e delle province autonome del 1° agosto.
Dopo l’accordo politico che le Regioni avevano raggiunto a febbraio, è arrivata l’intesa sulla ripartizione del Fondo Sanitario 2018. "Complessivamente 110,1 miliardi di euro, in gran parte per il così detto fondo indistinto, a cui bisogna aggiungere 1,1 miliardi di euro per i fondi vincolati agli obiettivi del piano sanitario” ha preannunciato il vicepresidente Giovanni Toti, Presidente della Liguria, al termine della Conferenza delle Regioni e delle province autonome del 1° agosto.
Lo scorso 28 febbraio 2018 le Regioni di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno sottoscritto tre distinti accordi preliminari con il Governo nazionale per il riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia. Le premesse dei patti sono comuni a tutte le Regioni e il primo riferimento va al principio di leale collaborazione e al carattere unitario ed indivisibile della Repubblica.
Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la “Strategia italiana per la Banda Ultra Larga” con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Nel maggio del 2015 Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, ha avviato una consultazione per l’aggiornamento della mappa della disponibilità di connettività a Banda Ultralarga. L’Italia è così risultata divisa in due cluster distinti: aree sulle quali gli operatori hanno manifestato interesse ad investire direttamente (cosiddette aree “a successo di mercato” o “aree nere”) e aree sulle quali si ritiene necessario finanziare gli interventi con fondi pubblici (cosiddette aree “a fallimento di mercato” o “aree bianche”).
È stato ratificato dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome un Accordo quadro con AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la Crescita e la Cittadinanza Digitale Verso Gli Obiettivi Europa 2020.