"Anche la battaglia che le autonomie stanno facendo va nello stesso senso- aggiunge Filippeschi - per salvaguardare i servizi essenziali per le famiglie e per creare nuova crescita, ripartendo proprio dalle città , dai territori, costruendo un "patto di sviluppo e di riforme". Superando l'ingiustizia lacerante di tagli ripetuti fatti anche a danno delle amministrazioni più virtuose e di quelle che hanno contribuito alla riduzione del debito".
"C'è ancora da battersi, anche col governo Monti - conclude Filippeschi - contro il centralismo esasperato, che non tocca i veri sprechi e i privilegi che si annidano in tante strutture dello Stato, contro l'evasione fiscale, contro la rigidità stupida degli apparati amministrativi, contro la mancanza di politiche sulle nuove frontiere dello sviluppo. Le politiche recessive in Europa non danno garanzia di un'uscita dalla crisi. L'impostazione liberista, coperta dal populismo dell'antipolitica, ha già fallito e ora rischierebbe di condurci nel baratro. Prendiamo quello che di positivo Monti propone. Ma rilanciamo, uniti, autonomie e rappresentanza del lavoro, una grande questione sociale e democratica".