Per l’associazione, rappresentata in audizione dal direttore generale Loreto Del Cimmuto, il provvedimento in esame riveste un ruolo centrale ed essenziale per dare attuazione alla riforma del Titolo V della Costituzione ed è complementare all’attuazione del federalismo fiscale nel nostro Paese. La definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali e le basi fiscali per il loro finanziamento devono quindi procedere parallelamente. Al contrario, oggi si procede in maniera disorganica e frammentaria, con ‘pezzi’ di riforma sparsi in più provvedimenti e dettati più da una logica emergenziale – debito pubblico,costi della politica – piuttosto che da una coerente visione di riforma.
Ci si è mossi, infatti, in un quadro sovrastante di controllo della spesa e di riduzione dei costi della pubblica amministrazione di dubbia e ridotta efficacia e comunque con scelte fortemente lesive di precipue competenze regionali e locali, non da ultimo contenute anche nella recente manovra economico-finanziaria. Si tratta di un modo di procedere che considera le autonomie locali una variabile dipendente delle scelte del Governo e non un interlocutore paritario ed affidabile con cui pattuire misure e scelte di finanza pubblica che devono essere adottate con spirito di responsabilità e nell’interesse della Repubblica nel suo insieme.
Secondo Legautonomie, il riconoscimento del ruolo delle Regioni nella costruzione dei sistemi regionali delle autonomie, e quello degli enti locali nella titolarità delle funzioni amministrative, come anche il riconoscimento della specificità delle città metropolitane sono elementi qualificanti per realizzare un sistema autonomistico efficiente.
Durante l’audizione si è parlato anche delle funzioni delle Province e la relativa razionalizzazione delle circoscrizioni delle Province, come anche della riorganizzazione dell’amministrazione periferica dello Stato, altro elemento critico del disegno di legge.
In allegato pubblichiamo il testo integrale illustrato in audizione.