Filippeschi spiega: “Sembrerebbero esclusi dal trasferimento, infatti, gran parte dei beni della difesa, come le caserme, e dei beni culturali; mentre andrebbe chiarito che i costi di gestione e manutenzione dei beni che sopporteranno gli enti territoriali dovrebbero essere riconosciuti e quantificati. Se inoltre è un fatto sicuramente positivo dover destinare i proventi delle eventuali alienazioni all’abbattimento del debito pubblico nell’attuale quadro di finanza pubblica, dall’altra parte si porrà un problema di concreta valutazione dei beni che potranno essere trasferiti e di una loro valorizzazione che sia anche capace di fare da volano per lo sviluppo locale e la crescita dei territori”.
“Questo – prosegue Filippeschi – è comunque il primo passo nell’attuazione della legge sul federalismo fiscale che apre la strada ad altri e più importanti decreti come quello sulle basi fiscali del federalismo e quello sulla definizione dei costi standard”.
“Ciò che preoccupa, in realtà – conclude il Presidente di Legautonomie – è l’entità di una manovra già preannunciata dal Governo che inasprirà i vincoli di finanza pubblica sugli enti locali e non toccherà l’attuale formulazione del patto di stabilità , con il persistere del blocco degli investimenti, come denunciato nelle numerose manifestazioni dei sindaci anche oggi”.