Le autonomie locali e le Regioni non possono essere ridotte nei fatti al rango di “osservatori” impotenti e senza alcun ruolo. La loro partecipazione alle attività del Senato è infatti prevista senza diritto di voto e quindi senza alcuna possibilità di rappresentare efficacemente le istanze dei territori di cui sono espressione e rappresentanti.
Al contrario, viene prevista l’elezione diretta dei senatori, i quali continueranno a ricevere un mandato politico del tutto svincolato dai territori di riferimento. Sono poi previsti nel procedimento legislativo meccanismi pericolosi per la stessa funzionalità del sistema parlamentare.
La rappresentanza delle autonomie locali – conclude Filippeschi – ha il dovere di contrastare una proposta che è in perfetta continuità con tutti gli atti e i provvedimenti del Governo e rappresenta soltanto l’ennesima prova di un centralismo mascherato”.