“Le critiche alla manovra, per le evidenti, gravissime ingiustizie che ripropone e per il suo carattere recessivo, rispecchiano quelle che fanno i sindaci. I comuni sono costretti all’asfissia, a tagliare servizi essenziali e questo da un colpo voluto alle famiglie e all’occupazione. Pesano drammaticamente gli enormi disastri fatti in questi anni – aggiunge Filippeschi – quello dell'evasione fiscale in primo luogo, l'esempio più importante per la svolta radicale che oggi s'impone.
Vanno colmati gli squilibri che si sono smisuratamente alimentati in questi anni. I sacrifici che comunque s'imporranno e che i lavoratori dipendenti per loro parte hanno ampiamente sofferto, si possono fare solo in una prospettiva nuova – conclude Filippeschi – chiedendo un contributo decisivo a chi si è arricchito. Con un cambio di governo e di politiche, con una svolta democratica, con riforme coraggiose, per un nuovo modello di sviluppo. E spero che i sindacati si uniscano su questi obiettivi".