"Non finisce qui e non ci possiamo certo accontentare di una riduzione dei tagli, per cui ci battiamo - aggiunge Filippeschi - perché è la logica della manovra a dover essere ribaltata. Dobbiamo affermare una nostra funzione dirigente, di fronte al vuoto di governo, dalla parte dei cittadini. Puntando a cambiare i fondamentali, le ingiustizie che creano squilibri paurosi: l'evasione fiscale e i costi della corruzione, partendo dal centro e ad ogni livello. La logica centralista dell'una-tantum servirà a poco - dice ancora Filippeschi - prepara altri disastri. Serve invece una grande riforma a regime, con maggiore giustizia e risparmi, per liberare risorse necessarie alla modernizzazione del paese. Gli amministratori locali sono sfidati a rinunciare alle logiche di parte, alla difesa di un sistema cadente. Spero dunque che le convulsioni di questi giorni, assai visibili nella maggioranza, non siano un illusorio tentativo di galleggiare ancora nella crisi ma vera consapevolezza che serve una svolta radicale".