Dato che gli effetti della manovra si produrranno a partire dal 2013, diventa ancora più importante costruire attorno ad essa il massimo di convergenza e condivisione da parte di tutti i livelli istituzionali. Invece dal Governo non viene nessun segnale di disponibilità .”
“Il senso di responsabilità delle autonomie locali non può essere messo infatti in discussione”, continua Filippeschi, “ma ci sono parti importanti della manovra che vanno assolutamente riviste: mi riferisco ai parametri di virtuosità del patto di stabilità interno, alla demolizione del fondo perequativo e alle misure per lo sviluppo e la crescita, del tutto insufficienti. Se continua così non ha assolutamente senso continuare a parlare di federalismo fiscale, obiettivi di servizio e costi standard.
Se poi volgiamo lo sguardo alla legge delega le cose vanno ancora peggio, dove vengono pregiudicati i livelli minimi di coesione e di tutela sociale.
Chiederò alle Associazioni delle autonomie la più larga iniziativa di mobilitazione unitaria per correggere la manovra ed opporsi ad una gravissima lesione dei rapporti tra i livelli costituzionali della Repubblica”.