"Non dobbiamo perdere il riconoscimento conquistato, per le poche buone riforme istituzionali fatte negli Anni Novanta, dall'elezione diretta dei sindaci, alle Leggi Bassanini, fino alla riforma del TitoloV", ammonisce Filippeschi. E prosegue: "Serve un nuovo protagonismo delle autonomie, altrimenti l'argine che ancora siamo verrà travolto, e verranno meno anche gli sforzi rivolti alla tenuta della coesione sociale delle nostre comunità . Dobbiamo farci capire dai cittadini: in caso contrario saremo costretti a gestire una politica che risulterà debole nella risposta ai diritti di cittadinanza."