Uno studio dei ricercatori della Banca d'Italia, Lisa Rodano, Michele Caivano e Stefano Sivieri, pubblicata per i paper di "Questioni di Economia e Finanza", conteggia a 6,5 i punti di Pil perduti dall'Italia nel triennio 2008-2010. I ricercatori hanno una visione "meno ottimista" della tenuta dell'economia italiana, che secondo l'opinione della maggioranza degli analisti economici, è stata resa possibile da una serie di fattori proprio del nostro Paese (solidità bancaria, scarso indebitamento delle famiglie, industria manifatturiera, mercato immobiliare più sano). Ma riconoscono che comunque la crisi è stata sicuramente importante: dei punti di Pil perduti dall'Italia, il 7,6% per cento sarebbero dovuto a cause esterne, i fattori finanziari interni hanno contribuito per lo 0,5%, l'1,4 per cento sarebbe invece da imputarsi alla crisi di fiducia.