Comunicati stampa
5 Agosto 2011
Carceri, Filippeschi: sovraffollamento ed edifici da ristrutturare. Il Governo dia le risorse necessarie

La richiesta: «Anche ai sindaci sia riconosciuto il diritto di visitare le carceri delle loro città alle stesse condizioni di consiglieri regionali e parlamentari»

Stamani la visita al Don Bosco del Sindaco Filippeschi preceduta dalla consegna di due pancali di carta igienica richiesti dalla direzione del carcere

«La situazione di sovraffollamento, carenze di personale e risorse nelle carceri italiane è grave e Pisa non fa certo eccezione: per avere un’idea dico soltanto che nei giorni scorsi abbiamo consegnato due pancali di carta igienica, centocinquanta confezioni in tutto, su indicazione del direttore, perché le scorte erano in via di esaurimento e vi era la concreta possibilità di rimanere senza. Nei prossimi giorni ci attiveremo per far arrivare tre frigoriferi e un condizionatore: sono piccoli interventi, che facciamo volentieri per quanto non direttamente di nostra competenza, ma assolutamente insufficienti rispetto alle reali necessità: il grande impegno di chi lavora all’interno delle carceri non basta, occorrono interventi di tipo strutturale, a Pisa come nelle altre carceri, da parte del Governo».

Così il presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, al termine della visita di questa mattina al carcere “Don Bosco. Il primo cittadino ha incontrato il direttore del carcere Vittorio Cerri, quello de Le Sughere”di Livorno, Ottavio Casarani e il personale della polizia penitenziaria e visitato la Casa Circondariale cittadina. «La situazione di sovraffollamento rimane grave - –ha detto Filippeschi - perché nel nostro carcere ci sono 354 detenuti contro una capienza di 280, ma è un po’’ meno acuta di un anno fa quando furono superate le quattrocento presenze.

I problemi sul tappeto restano, comunque, tanti: entro ottobre partirà un intervento di manutenzione straordinaria nel reparto giudiziario, ma tutta la struttura, nata circa settanta anni fa, avrebbe bisogno di sostanziali interventi di riqualificazione. Continueremo a monitorare la situazione e a chiedere al Governo che promuova i provvedimenti che servono e le risorse necessarie per la riqualificazione del sistema carcerario italiano. In tal senso sarebbe anche importante che fosse riconosciuto ai sindaci il diritto di visitare le strutture penitenziarie che si trovano nel territorio comunale alle stesse condizioni oggi riconosciute a consiglieri regionali e parlamentari perché anche il carcere fa pienamente parte della città».

Il problema della civiltá delle carceri, la possibilitá stessa di garantire la salute dei detenuti, come anche agli operatori penitenziari, richiedono un progetto organico di interventi legislativi e una programmazione nazionale concertata con le Regioni e gli Enti locali per avere meno carcere e un carcere migliore con soluzioni alternative alla detenzione.

Legautonomie intende promuovere in autunno, insieme al Forum nazionale per la salute in carcere, una iniziativa politica degli Enti locali sede di carcere per:

• contribuire alla rapida attuazione del legge sulla sanità penitenziaria e ridare certezza della cura per i detenuti;

• superare il cronico sovraffollamento delle strutture detentive che sta generando un pericoloso innalzamento della tensione e della disperazione dei detenuti, che potrebbe sfociare anche in drammatiche forme di protesta;

• rendere possibile il ricorso alle misure alternative al carcere e all’inserimento lavorativo promuovendo una specifica rete di servizi sociali, concordati con l’amministrazione penitenziaria, per favorire il recupero e l’inclusione del detenuto nel contesto sociale;

• sostenere la realizzazione di servizi socio-educativi e culturali per dare senso e rendere più tollerabile la permanenza nelle strutture detentive;

• rivedere l’utilizzo delle risorse a disposizione della Cassa per le ammende, istituita con il DPR 230 del 2000, rendendole disponibili per finanziare le misure alternative al carcere e i programmi per il reinserimento sociale dei detenuti compresa la formazione professionale, il reinserimento lavorativo e l’istruzione.

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