Comunicati stampa
3 Gennaio 2012
Crisi, Filippeschi: "da Bersani agenda condivisibile e urgente sulle riforme istituzionali. Sì al Senato delle autonomie, col superamento del bicameralismo paritario. Non accettabili riforme confuse o contrattittorie del Parlamento"

«E’ un’agenda condivisibile quanto urgente. L’impulso alle riforme istituzionali che dà Pierluigi Bersani è molto positivo e sfida il Pd e gli altri partiti alla consapevolezza e alla coerenza. Mettiamo a disposizione le proposte delle autonomie, a partire da quella che Legautonomie ha promosso per il Senato federale. Una riforma fondamentale, che superi il sistema stantio e insostenibile del bicameralismo paritario, e che comporti il dimezzamento del numero dei parlamentari eletti, con un fortissimo recupero d’efficienza legislativa e con un abbattimento dei costi della politica». Lo dichiara il presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi che commenta la lettera del segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani pubblicata dal quotidiano “La Repubblica” e rilancia l’iniziativa dell’associazione a favore dell’istituzione del Senato delle Autonomie.

«Le riforme vanno fatte perché siano davvero utili e il Parlamento perciò ha una grande responsabilità – aggiunge Filippeschi – non sarebbero accettabili riforme confuse o mezze riforme contraddittorie. La diminuzione del numero dei parlamentari senza una chiara e definitiva differenziazione della funzione delle due Camere e una rappresentanza diretta nel Senato delle Regioni e delle Autonomie di chi è già eletto nei territori sarebbe una beffa. I partiti devono saper ascoltare chi rappresenta le regioni e le autonomie locali e gli studiosi che in tanti anni d’inconcludenza hanno fatto proposte incisive, che sono già all’attenzione del Parlamento in forma di proposte di legge».

«La petizione promossa da Legautonomie fra i sindaci per il Senato delle Regioni e delle Autonomie sta registrando adesioni di grandissimo valore e trasversali alle appartenenze – aggiunge ancora Filippeschi – che sono rappresentative di un’opinione larghissima tra i cittadini e in tante forze rappresentative della società italiana. E’ il momento che quest’opinione si traduca in una limpida riforma costituzionale. Ciò rappresenterà una fortissima e salutare rilegittimazione della politica e del Parlamento e dunque un rafforzamento della democrazia, necessario per fare la svolta che serve all’Italia».

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