“I comuni sono strozzati dal centralismo crescente, ci sono oltre 30 miliardi di euro bloccati nelle casse comunali per i vincoli del patto di stabilità e un continuo taglio delle risorse per le politiche sociali. A fronte di questo, desta preoccupazione l’emergere di un federalismo non solidale che non si cura di dividere il Paese, che viene predicato proprio da chi governando centralizza. Mai visto un paradosso più grande. E’ una gestione questa che danneggia un delicatissimo passaggio verso una maggiore responsabilità fiscale, che le autonomie locali rivendicano”.
Così Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, intervenuto a commentare la discussione aperta dalla nota della Conferenza Episcopale Italiana in un dibattito sulla cittadinanza digitale.
“Le parole e gli atti contano per quel che sono. Chi predica per le piccole patrie e contro l’Unione europea fomenta la divisione e toglie credibilità all’Italia – aggiunge Filippeschi – e chi mortifica le autonomie locali toglie spazio alle risposte per diritti e bisogni fondamentali per i cittadini e limita le possibilità di crescita dei territori. Queste contraddizioni vanno rese evidenti perché vi sia un cambio radicale delle politiche e perché una giusta e solidale riforma federalista si faccia davvero, insieme a quella del Parlamento e della Pubblica amministrazione. Regioni ed enti locali hanno il dovere della coerenza e chi è in contraddizione deve pagare un prezzo”.