“Chiediamo a Monti una scelta. Si deve dare un segnale alle città . Sono un volano sicuro di crescita. Possono godere di politiche dell’Unione Europea e di un’attenzione nuova delle regioni e, insieme, di un impulso dato dal governo. Nelle città si concentra il bisogno d’innovazione, che è anche potenzialità d’investimenti e di creazione di nuove economie. Dico: metteteci in competizione, sfidateci a fare progetti e a farne in tempi rapidi, anticiclici. Propongo: si prepari e si convochi nei prossimi mesi una «Conferenza sulle città »”.
Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, interviene nel dibattito sulle azioni del governo per la crescita economica.
“La revisione del sistema d’applicazione del patto di stabilità resta una priorità imprescindibile, anche per dare sollievo a tante imprese. Ma servono politiche attive – aggiunge Filippeschi – perché ci sono versanti promettenti di sviluppo e di migliore qualità urbana. Le infrastrutture per la mobilità sostenibile e collettiva, a partire dalla promozione di quella elettrica. Gli interventi per il risparmio d’energia e per l’autoproduzione da rinnovabili su larga scala. L’investimento sulla banda larga. L’applicazione dei sistemi digitali, dell’Ict, per gestire servizi, monitorare flussi e qualità ambientale, migliorare l’interfaccia fra amministrazioni pubbliche e cittadini. Inoltre vanno sbloccati alcuni recuperi, decisivi, del patrimonio culturale, per metterlo in sicurezza e per indurre un turismo di qualità Lo stesso valga per gli interventi per l’edilizia sociale, là dove vi sono risorse non impiegate”.
“Le città , dove si concentrano i consumi e si soffre il congestionamento, sono il campo d’applicazione delle due rivoluzioni positive che possono cambiare la vita quotidiana e l’economia, quella energetica e quella digitale. Per questo i sindaci delle città chiedono una svolta – aggiunge ancora Filippeschi – siamo disponibili per politiche rigorosamente selettive, perché la ripresa non potrà essere uniforme ma sarà trainata dai buoni esempi. Prevalga chi ha progetti pronti e di qualità europea o chi può presentarne in tempi brevi. Date regole e tempi di realizzazione stringenti. Ma consentite alle città di cimentarsi per fare un grande passo in avanti e per spingere avanti tutto il Paese”.