Comunicati stampa
23 Giugno 2010
Manovra. Assessore Papi, Comune di Genova: irricevibile.

Manovra, Papi: “Irricevibile, è preciso disegno politico che vede la progressiva diminuzione di un ruolo dello Stato a vantaggio del mercato”

Roma, 23 giugno 2010. “La manovra economica varata dal Governo è per noi irricevibile in quanto destruttura il nostro stato sociale, segna la fine di un sistema di welfare ma anche la fine del ruolo degli enti locali e in particolare del ruolo che i Comuni hanno avuto finora nel nostro Paese”. Lo dichiara in una nota Roberta Papi, responsabile Politiche sociali Legautonomie e assessore al Comune di Genova.

“E’ da tre anni che i Comuni stanno facendo fronte al sottofinanziamento del fondo sociale con risorse proprie – continua Roberta Papi – In questi tre anni non si è potuto ampliare il sistema di welfare locale e dare adeguate risposte a vecchi e nuovi bisogni ma, tuttavia, si è riusciti a garantire più o meno i servizi nelle nostre città. Con questa manovra tutto ciò non sarà più possibile e la conseguenza, quindi, sarà il collasso dell’attuale sistema sociale; è l’attuazione di un preciso disegno politico che vede la progressiva diminuzione di un ruolo dello Stato a vantaggio del mercato.

Sicuramente l’impatto che questo avrà sulla vita delle persone non risulta ancora molto chiaro ai cittadini ed è per questo che è molto importante che i Comuni, le Province e le Regioni alzino forte il loro grido d’allarme per dare una corretta informazione al Paese sulla vera conseguenza di questa manovra. Infatti non solo i Comuni saranno costretti a tagliare quantità significative di servizi lasciando senza risposte migliaia di persone ma i tagli peseranno anche su moltissimi lavoratori delle cooperative sociali creando così nuove disoccupazioni. Tra l’altro il blocco del turnover imposto agli enti pubblici, rischia di rendere anche meno efficienti i servizi comunali con inevitabili e ulteriori conseguenze anche su quelle prestazioni erogate direttamente dagli enti locali.

Se l’impostazione della manovra non cambierà, si potrà dare solo assistenza ai più deboli e per tutto il resto ci sarà il mercato, ovviamente per chi può permetterselo. Ma quello che fa più rabbia è che questa manovra poteva essere diversa. Il messaggio che sta passando è che bisogna fare sacrifici e che quella decisa dal governo sia l’unica manovra possibile.

Ma, senza modificare il saldo finale di 25 miliardi, si poteva fare anche altro; si potrebbe aumentare ai livelli europei la tassazione sulle transazioni finanziarie, che in Italia è solo del 12,5%. Se tutti devono contribuire, perché non si toccano i grandi patrimoni? Perché non reintrodurre, per esempio, la tassa di successione almeno per i gradi di parantela meno stretti? E l’ICI sulla prima casa per chi è proprietario di abitazioni molto grandi o comunque di un notevole valore immobiliare? Insomma, se è vero che i sacrifici sono necessari, non è affatto detto che a farli debbano essere soltanto Comuni, Province, Regioni e dipendenti pubblici.

Questa manovra è punitiva nei confronti degli Enti Locali e, quindi, nei confronti del cittadino. Le mani in tasca ai cittadini si possono mettere aumentando le tasse o riducendo i servizi; in tal modo, si costringono i Comuni a ridurre le prestazioni e ad aumentare le tariffe. E’ per questo – conclude Roberta Papi – che noi diciamo NO alla manovra che ci auguriamo possa essere modificata sostanzialmente”.

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