Comunicati stampa
23 Gennaio 2010
Politici e amministratori locali alla riscossa: da Firenze parte la denuncia sui costi del centralismo. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa è il nuovo Presidente di Legautonomie

Firenze, 22 gennaio. “Vogliamo davvero parlare dei costi della politica delle autonomie locali? Bene, noi rappresentanti delle autonomie, amministratori e consiglieri locali siamo pronti a confrontarci su questo sia con gli altri paesi europei sia con i livelli centrali dello Stato. Anzi, chiediamo a gran voce che si accendano i riflettori sui costi del centralismo politico e sulla macchina dello stato centrale, dove, grazie a una burocrazia ipertrofica, regna l’arbitrio della politica senza che nessuno ne verifichi e misuri l’efficacia a fronte della spesa. Ci abbiamo provato noi. Abbiamo appena cominciato ad alzare il tappeto ma dalla polvere trovata abbiamo già capito che i costi del centralismo sono impressionananti (la ricerca distribuita in giornata ha fornito dati pari a una mini Finanziaria). Oriano Giovanelli ha lanciato questa sfida dalla Sala di Cinquecento di Palazzo Vecchio dove si è aperto oggi il Congresso di Legautonomie.

Nel suo discorso da presidente uscente, Giovanelli ha indicato le priorità dell’associazione – che si augura condivise e portate avanti insieme con Anci, Upi e Uncem: il superamento del cameralismo perfetto; la drastica riduzione del numero dei parlamentari; la formazione del Senato delle Regioni e delle autonomie; la revisione del sistema delle conferenze; la manutenzione dell’art. 117 della Costituzione per dare allo Stato competenza esclusiva sulle poche questioni in cui è risultata inefficace la competenza concorrente; l’introduzione di una clausola di supremazia attivabile solo dal Senato delle Regioni.

Il nuovo presidente di Legautonomie, eletto per acclamazione, è Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e responsabile nazionale delle politiche istituzionali del Pd. Filippeschi sfida il governo sulla riforma degli enti locali: “Una riforma voluta dai cittadini che sanno bene che la casta non sta nei municipi. In ogni caso, sarà nostro impegno rigettare con forza la campagna in atto per delegittimare il ruolo delle assemblee elettive e le forme di partecipazione democratica. Lo faremo con gazebo e rivendicando spazio nell’informazione. E ancora maggior impegno avremo per contrastare la crisi economica perché sono le città e i territori i veri volani di crescita. Promuoveremo innovazione, formazione e sburocratizzazione, mentre scaricare la crisi sui comuni e sulle regioni, con un centralismo anche fiscale asfissiante, come fa il governo, è lavorare per il declino”.

Ribadita dal nuovo presidente quella che per Legautonomie è la priorità per eccellenza: dare dignità politica e istituzionale alla nuova Carta delle Autonomie senza cui lo stesso federalismo fiscale sarà non solo monco ma ingiusto e inefficiente.

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