Il federalismo fiscale sta iniziando a delinearsi e le novitĂ negative che, come Legautonomie avevamo prospettato, non si stanno certo facendo attendere.
Tra le prime a far capolino e a coinvolgere i cittadini c'e' l’aumento molto probabile delle assicurazioni RC Auto. Un aumento che andrà a sommarsi ai continui rincari di un settore tra i più invisi ai consumatori, proprio per l’elevata incidenza di spesa che ha sul budget familiare.
Le nuove regole in materia di federalismo fiscale regionale e provinciale attribuiscono specifiche competenze alle Province che hanno tempo fino al 30 giugno per aumentare fino allo 3,5 % l’aliquota base (oggi fissa al 12,5 %) dell’ imposta sulle assicurazioni RCA.
Anche per diverse province della nostra regione, questo aumento sarĂ inevitabile a causa dello stato di salute delle province italiane a seguito delle manovre governative.
Quasi certamente, quindi quello che accadrĂ entro la fine del mese di giugno sarĂ un inevitabile aumento generalizzato di tale tassa: dunque, un peso ulteriore che graverĂ sulle tasche dei giĂ vessati automobilisti italiani.
La fotografia della finanza provinciale raffigura un sistema finanziario in estremo affanno, colpito da una serie di provvedimenti normativi per la contrazione delle spese che hanno seriamente danneggiato la capacitĂ di spesa di tutte le Province italiane, piccole e grandi.
Le Province italiane nel 2011 dovranno far fronte ad un taglio del 23% dei trasferimenti erariali, percentuale che salirà a regime dal 2012 al 38%. Giova aggiungere altri numeri a questo scenario: per l’anno 2009 le Province non solo hanno centrato il miglioramento del proprio saldo finanziario di 310 milioni, ma lo hanno sopravanzato di oltre 290. Per il 2010 l’obiettivo è stato maggiore per oltre 100 milioni rispetto a quanto invece dovuto”.
Se poi teniamo conto della riduzione complessiva delle entrate che nel quinquennio 2005-2009 è stata del 15% emerge che il contesto su cui si è inserito l’avvio del federalismo fiscale disegna un’economia in affanno e la impossibilità per le Province di far fronte alle spese di investimenti, nonostante impegni assunti e stati di avanzamento lavori già realizzati.
Quanti, a Roma come in Emilia Romagna, nei mesi scorsi hanno sparso troppe illusioni sul federalismo fiscale e municipale e dispensato propaganda a piene mani debbono ora riconoscere le reali conseguenze delle scelte governative.
Con i tagli ai trasferimenti di Regioni, Province e Comuni e la paralisi degli investimenti degli Enti locali non c'è alcuna prospettiva di ripresa. Non è questo il modo per assicurare lo sviluppo del Paese.
Bologna, 24 giugno 2011