Dicono di noi
18 Luglio 2011
Manovra: Legautonomie, azzera il federalismo

«La manovra, che si colloca in una linea di sostanziale continuità di metodo e di merito con la politica economica centralista degli ultimi anni, è di una portata tale da far saltare il federalismo fiscale e le basi strutturali stesse del processo di riforma». Ne è convinta Legautonomie che, in un documento diffuso oggi, osserva come «per le autonomie locali e regionali le misure previste» dalla manovra siano «molto pesanti». Calcolatrice alla mano, Legautonomie afferma che, per quanto riguarda il contributo alla manovra, agli enti territoriali saranno richiesti 3,2 miliardi nel 2013 e 6,4 miliardi dal 2014: «A ciò si aggiungono ulteriori risparmi sulla sanità di 2,5 miliardi nel 2013 e 5 miliardi dal 2014». A regime, dunque, «la manovra sugli enti territoriali e la sanità vale 11,4 miliardi, pari al 23,8% della correzione del deficit prevista dalla manovra. Ancora una volta viene a gravare sul comparto delle autonomie territoriali un peso ben maggiore della sua incidenza sul deficit (10,6% nel 2010) e sul debito pubblico (6% a fine 2010)». Sommando, poi, a questi oneri anche gli effetti della manovra del 2010, secondo Legautonomie, nel 2011 gli enti territoriali contribuiranno complessivamente alle due manovre con 6,3 miliardi di euro. Nel 2012 la quota da versare aumenterà fino a 8,5 miliardi, nel 2013 fino a 11,7 e nel 2014 fino a 14,9, compromettendo «ogni margine residuo di autonomia e adeguatezza degli enti locali nel garantire i servizi ai cittadini e di attivare politiche di sostegno allo sviluppo».

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